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Ma Ottobre arriverà.
L’unica novità nel discorso di Matteo Renzi al parlamento è la reintroduzione prepotente della colonna Tempo nel foglio excel del programma iniziale.E non è poco, se ricordiamo il percorso accidentato della riforma del Senato.
Inizio dalla politica estera, sottolineando l’assenza di un ministro degli esteri italiano. La Mogherini è rappresentante la UE in una situazione internazionale incandescente che annovera tra i principali protagonisti i soliti 4: USA, GB, FR e Russia. La Mogherini dovrà dunque ritagliarsi uno spazio se non vuole essere affetta da ashtonite acuta. Non sarà facile.
In politica estera prendo esempio dalla Germania: penetrazione dei mercati delle merci e dei capitali, da cui l’abnorme surplus commerciale a dispetto dei parametri di Mastricht. Alla perenne ricerca dello spazio vitale germanico, dobbiamo contrapporre la nostra presenza sulle nuove vie della seta, consapevoli della egemonia tedesca anche qui. Senza dimenticare di rafforzare la nostra presenza sui mercati americani. Al ministero degli esteri della Repubblica sono necessari competenze, esperienza, conoscenze ed essere conosciuto dal consesso internazionale. L’identikit è quello inconfondibile di Massimo D’Alema. È una scelta coraggiosa e intelligente che bilancia l’anonimato della nuova segreteria PD.

In tema di economia premetto la mia delusione.
Il discorso del Presidente doveva essere rivolto alla nazione dalla casa degli italiani:il Parlamento. Invece è stato una strigliata ai parlamentari, un avvertimento a lavorare bene e in fretta, pena la decretazione o il voto anticipato. Il che non guasta.
Dalla casa degli italiani, oltre alla citata strigliata, occorre dire alla nazione come e quando e con quali provvedimenti ci sarà una ulteriore riduzione delle tasse e imposte sul lavoro. Occorre anche dire che la zavorra che finora ha pesato, è rappresentata da un enorme deficit tra contributi versati e spesa sociale. Deficit annuo di ca 60-70 mld. Dovuto principalmente al monte pensioni. Alla nazione, occorre dire che le politiche welfare del passato fanno sì che il monte redditi 2012, soggetto a Irpef pari a € 797.760.778 mila è composto da € 558.950.592 mila per attività e € 238.810.186 di redditi da pensione. Su 41.414.154 mila contribuenti, 15.130.975 sono pensionati. La media dei redditi è di 19.000 € per contribuente. Occorre dire a quel paese anormale ma fantastico come e quando saranno chiusi i carozzoni clientelari in perdita cronica di decine di miliardi. Quell’Italia diligente che si spezza la schiena dalla mattino ha diritto di sapere che il patrimonio immobiliare pubblico è amministrato da oltre 8 mila amministratori che ci costano 3,6 miliardi all’anno, ma che ci metteremo mano a partire dal giorno tot.
Matteo Renzi ha citato i 200 mld che saranno investiti dalla UE. Ha chiesto alle banche di prestare quel denaro alle PMI. Bene. Ma si è dimenticato di rassicurare la nazione depositaria di oltre 4 mila mld di liquidità netta, oltre le passività e l’ingente patrimonio immobiliare, che se vuole investire, lo Stato non inghiottirà parte dei loro utili per foraggiare la macchina pubblica, bensì per investire nelle infrastrutture e nella intelligenza degli italiani.
Intelligenza che urla di dolore sui tassi di interesse praticati dalle banche italiane che così si son salvate.
Sulla riforma della giustiza , la preponderanza investe la maggioranza reale del patto del nazareno. È pertinente, più che mai, ribadire che l’avviso di garanzia è uno strumento di difesa del cittadino.
L’accorciamento delle ferie dei magistrati ha il sapore della comunicazione disintermediata. Le soluzioni adottate non intaccano il problema in radice: il codice civile riscritto e sovrascritto, che alimenta e garantisce la litigiosità sul denaro dovuto al creditore oppure sulla qualità del servizio al consumatore/acquirente. Voglio qui ricordare che qualsiasi opera di mediazione penalizza per definizione una delle due parti. Non garantisce la certezza del diritto e della pena.

È fondamentale insistere sulla digitalizzazione della PA; ma la determinazione a eliminare i ritardi strumentali dello scribacchino dei vari Palazzi Spada nel redigere i decreti attuativi, è ancor più importante: quanto la riforma del Senato, quanto la legge elettorale. Sono miliardi persi ogni anno.
È doveroso dire, da parte mia, che allo sportello per il cittadino, la burocrazia è migliorata notevolmente. È la burocrazia ministeriale e corporativa il grande nemico del rinnovamento. Qui, siamo ancora sotto coperta.
Infine, quanto alla spese della PA periferica e dell’utilizzo dei fondi europei, non possiamo dire che a distanza di 6 mesi dall’insediamento, non abbiamo approntato quel sano centralismo statale democratico necessario al controllo e al monitoraggio. È l’essenza della riforma del Senato e delle competenze regionali.

Non sono un cittadino impaziente. La politica del passo dopo passo, l’ho anticipata in questo post wp.me/p2oV1d-13z del 26 giugno u.s.
Ma l’orizzonte di mille giorni presuppone un piano da progettare; costruendo certo, ma un piano iniziale pubblico è indispensabile.
Ieri Matteo Renzi ha profuso speranza; non ancora fiducia.
Ottobre è alle porte.
Zygmunt Baumann ci dice che una società è liquida moderna quando le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescono a consolidarsi in abitudini e procedure.
È una questione di tempo dunque. E il tempo siamo noi.
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La linea gialla in alto parte dallo Xi’an in Cina,attraverso il Kyrgystan,Iran,Turchia fino a Mosca, prosegue fino in Germania e dall’Olanda termina a Venezia.
La citazione sulla società liquida è presa dal bel libro di Valerio Morabito “la dittatura della tecnica”

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