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Il coraggio di fronte a morte sicura porta all'immortalitàLa battaglia del Senato era appena terminata, e la marea montante di quelli che “molti annunci e pochi fatti” si riversò immediatamente sulla conferenza stampa del governo ai primi di settembre.
Da Cernobbio sabato l’Huffington titola che il 70% delle imprese dichiara che non assumerà o licenzierà;
Nell’articolo si legge che oltre il 47% delle imprese programma un aumento degli investimenti, e prevede un aumento del fatturato inferiore al 10%. Probabilmente volevano dire superiore al 7,8,9%.
È la stampa bellezza.
In realtà il bicchiere è mezzo pieno: a fine 2013, la ricchezza netta delle famiglie, escluso il patrimonio immobiliare, ammonta ad oltre 4,000 mld. Ad aprile 2014 gli investimenti italiani in soli 5 paesi EU, sono di ca 1,450 mld.
Eppure, il denaro non gira. Il denaro privato dorme nei titoli del Tesoro, nei depositi bancari e postali, nel portafoglio titoli.
Il sistema creditizio, ha lucrato amorevolmente tra tassi BCE e tassi BTP. Il denaro prestato a famiglie e imprese, ai tassi medi rilevati trimestralmente dal MEF, aggiunti alle spese, sfiora affettuosamente la soglia d’usura senza sposarla. Così le imprese soffrono sempre di più; il 25% dei loro debiti verso il sistema bancario è dichiarato non performing.

Riassumendo: la montagna di denaro privato è ferma, dormiente. Il costo del denaro prestato dalle banche soffoca le imprese e le famiglie, aumentando le sofferenze del sistema delle banche; mettendo a rischio la loro capitalizzazione in vista delle verifiche della BCE.
Se i privati non investono è perché temono un rischio. Il rischio che, nonostante questo governo, nulla cambi. I privati temono che parte degli utili, sottoforma di tasse e tributi vari, derivanti da eventuali investimenti nell’economia reale, vadano ancora a foraggiare una macchina pubblica che alimenta se stessa. Se le banche prestano poco denaro a tassi alti, è perché temono che non ci sarà ripresa dell’economia.
Matteo Renzi gode ancora di un vasto consenso perché alimenta la speranza. Ma la speranza,forma fondamentale ancorché primitiva di visione del futuro, non significa fiducia che è l’incubatrice della volontà di costruire, di innovare, di studiare e fare studiare. Di investire progettando.

A Bologna il segretario del PD ha illustrato ampiamente l’idea di scuola che verrà. Non altrettanto sull’economia.
La liquidità prossima immessa da BCE, troverà un sistema ancora sfiduciato e molte banche alle prese con problemi propri. In queste condizioni forse il cavallo non berrà.
Sull’utilizzo dei fondi europei da parte delle Amministrazioni Periferiche, occorre una presenza costante dello Stato, utilizzando il metodo Barca: verifica della utilità dell’opera, tempi prestabiliti, appalti trasparenti, monitoraggio costante e penali. Un po’ di sano centralismo democratico è necessario.

Matteo Renzi ha ricordato i nostri nonni. Ha evocato il dramma nel quale, senza lamento hanno reso l’Italia grande.

Dovevano ricostruire case, ospedali,scuole,strade e ferrovie. Il piano Marshall e una crescita del 5-6% annua. Agnelli, Olivetti, Necchi, e tantissimi altri; grandi e piccoli. Tanti figli. Un paese che sentivano come la loro casa.
Oggi, molti dei pochi figli se ne vanno , e non sarebbe grave se i figli di americani o tedeschi venissero qui. Non c’è scambio di cultura, di opportunità, di rimesse da emigranti, di intelligenze.
L’Italia è costruita, ma è ferma. Quasi. Ogni mattone,ogni rotaia, ogni lira investita dai nonni erano rivolti al futuro con certezza, con fiducia.
La fiducia la si crea quando la mano può toccare il prodotto e lo si può giudicare.
L’unico prodotto che questo governo può offrire subito è la scommessa sulla intelligenza e l’abilità del suo popolo
Mi piace ricordare che dei dati Istat di giugno che fecero urlare i disfattisti, alcuni recitavano così:
-Produzione industriale + 0,9
-industria alimentare +3,5
-export aprile/maggio +2,2
-import +3,2
-saldo commerciale al netto della bolletta energetica +3,9.

I migliori aumenti produttivi nei settori dell’informatica, apparecchiature mediche e ottica. Alta Tecnologia.
– leggero aumento dell’occupazione : a luglio +0,2, misterioso a fronte di un minor PIL.
Il bicchiere è mezzo pieno.
Il Presidente del Consiglio ha parlato di riforme Costituzionali. Bene sul Senato che non significa solo un risparmio di 150 mln annui, ma sopratutto soddisfare le attese di cittadini ed imprese per la emanazione di leggi in tempi congrui alle loro aspettative. Sono miliardi. La legge elettorale va vista come stabilità dei governi; la stabilità si traduce in maggior fiducia dei mercati. Maggior fiducia comporta un minor rischio in termini di debito pubblico. Sono miliardi.
Se il bicchiere è mezzo pieno, possiamo rischiare scommettendo su coloro che lo vogliono riempire con la loro intellligenza e abilità. Scommettere su un aumento sensibile del PIL con una riduzione delle imposte sul reddito di 3-4 punti a partire dal 2015; in parte compensati dal maggior gettito IVA . Il che non solo significa restituire più soldi a imprese e cittadini, ma esprime la reale volontà di ridurre gli sprechi e le assolute inutilità di carozzoni clientelari in perdita cronica. Significa che per decreto, da ora in poi viene prima la nazione e il sistema produttivo e culturale. Poi tutto il resto.
Non rimane molto tempo per la scommessa: il tempo della Presidenza EU. Passo dopo passo, una promessa dopo l’altra va assaporata.

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