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wpid-leopolda.jpg Prendo spunto dalle considerazioni di Valerio Morabito in quest’articolo https://www.atenieisi.it/leuropa-renzi/, per esprimere una diversa valutazione su Renzi, l’Europa e lo Stato di Avanzamento Lavori del sistema Italia. In molti ambienti liberal di sinistra, si tende ad assimilare la figura di Matteo Renzi a tale o tal’altro personaggio politico del passato. Dimenticando che le condizioni, circostanze e sistema politico economico, comprensivo di regole e del sentire comune di quelle regole, era completamente diverso dall’attuale sistema Italia. Per incompetenza dichiarata,non farò raffronti tra il terreno socio economico arato da Matteo Renzi e la UK di Blair o l’Italia di Giorgio la Pira. Chi mi ha già letto sa che sono consapevole che siamo ciò che del passato abbiamo ereditato.(Heidegger) Il problema dell’Italia è che di quel passato ci siamo dimenticati;per diverse ragioni e circostanze.Abbiamo anche una colpa:la rimozione. Dal momento in cui sono caduti i castelli portanti le ideologie, la classe dirigente ha rimosso la progenitura,incapace di riprogettare la società ,di stabilire regole e politiche in armonia tra finanziarizzazione e economia reale, incapace di imprimere nel tessuto sociale il primato della Politica e dell’etica del bene comune assieme alla libertà individuale.Quella classe dirigente politica ed economica si è asserragliata nel potere, mantenendolo e tramandandolo ad amici e parenti e sodali;distribuendone una parte in mille rivoli fino ai terminali della pubblica amministrazione. Il timbro rappresentava il potere, anche un solo milionesimo di potere.
Nel frattempo,nasceva e cresceva una nuova classe dirigente. All’insaputa del potere. E quando la nuova classe si manifestava veniva respinta,esiliata,espatriata. Nel frattempo la corruzione esplosa per la dabbenaggine dei mariuoli,si ritirò in silenzio;si frantumò, si divise in tante piccole unità. Inosservabile crebbe come i porcini dopo le prime piogge d’autunno. Appettitosi. Si diffuse come la gramigna.Fino ad oggi,nonostante l’indignazione popolare sorta solo dopo gli ingenti sacrifici imposti dalla UE attraverso i governi tecnici. Perche durante gli anni del Berlusconismo, la regola prima era all’insegna del liberi tutti.E la corruzione suscitava ammirazione in certa opinione pubblica, mentre cresceva il debito pubblico ad insaputa del popolo. Perché l’altra opinione pubblica era soggetta da certa classe dirigente alla democragite eretica ed inconcludente, ma rassicurante sui valori,sulla Costituzione e sugli ideali. Perdenti anche quando vincevano. Il tempo di rimettere a posto i conti pubblici e poi ritornare sotto la calda coperta dell’opposizione. Questo sistema completato dalla criminalità organizzata e dall’evasione fiscale ,presenta un mosaico politico ed economico che Giorgio la Pira e Toni Blair neanche potevano immaginare. L’Italia frontiera del potere sterile e avido di risorse pubbliche da una parte, dall’altra un  popolo diviso tra una minoranza di garantiti e una massa enorme di dimenticati, di sfrattati dai luoghi della democrazia.
Una nuova classe dirigente stava maturando e si ritrovò alla stazione Leopolda.
Con Matteo Renzi succede che l’immobilismo ormai cronico del sistema, la dilatazione del presente rallenta. Alimenta l’ansia di futuro, rinnovando dapprima parte della classe dirigente,calendarizzando riforme e rilanciando continuamente in avanti su obbiettivi necessari all’Italia per essa tornare ad essere un paese normale. La colonna sonora è un linguaggio semplice che fa riscoprire il reale significato delle parole, la misura del tempo in mesi di 30 giorni. Un treno in corsa, che cerca di sfuggire a quel che rimane del presente  sclerotizzato, senza riuscirci sempre. Renzi e i cento Bonaccini del PD, sono riusciti a proiettare l’ansia di futuro nella dimensione europea, con il linguaggio franco che contraddistingue il PdC italiano: “noi siamo l’Europa, nel rispetto delle regole; ma vogliamo che quelle regole siano applicate per le finalità cui esse devono tendere: crescita e sviluppo dei singoli paesi per una Europa più forte, consapevoli che ogni stato deve esercitare virtuosamente quel che resta della sovranità nazionale. ” Summum ius, summa iniuria. Non a caso nel suo discorso Renzi ha citato la Germania dello sforamento del limite del deficit, contestuale alle riforme che successivamente hanno riportato quella nazione in cima alle graduatorie mondiali dell’export, del surplus commerciale, dell’occupazione, e del PIL. Non sono stati citati i rovesci della medaglia teutonica rappresentati dallo squilibrio del sistema bancario assistito, del surplus commerciale abnorme e della esposizione mondiale dei prestiti concessi dal sistema germanico.  Renzi ha richiamato la Germania alla verità. Quella verità che solo i portatori sani della rivoluzione gentile possiedono nello spirito. È stato ristabilito un principio: il buon senso nell’applicazione delle regole. Queste categorie della Politica , verità, étymon delle parole e tempo, generano realistiche aspettative nella società. Il PD ed il governo, ormai espressione materiale del solo PD,è costretto a realizzare le promesse con la fisiologica elasticità del calendario annunciato. Calendario che viene prima dei Mille giorni annunciati nel discorso al Parlamento.

In proposito Stefano Menichini scrive:
” La corsa frenetica alle scadenze annunciate è finita. Ora il messaggio vincente in Europa è quello della stabilità e del progetto di medio periodo.Effetto miracoloso delle elezioni e di una maggioranza che si gonfia.”
Nell’agosto del 2012 riprendevo da un libro di Enrico Letta “costruzione di una cattedrale” il concetto del lungo periodo come valore in sè, se espressione di affidabilità e stabilità. Ma per arrivare alla meta, occorre mantenere ed alimentare le aspettative, assaporare il procedere di una promessa dopo l’altra.
In questo senso sostengo che i mille giorni del medio periodo decorrono a partire dallo scadere dei prossimi 180 gg.
Esercitare virtuosamente quel che resta della sovranità nazionale,con le riforme annunciate e contestualmente l’indispensabile ripristino del buon senso delle regole UE, con finalità di crescita e sviluppo, unitamente ad una maggiore coesione politica.
Se entro la fine del semestre UE, il governo di Matteo Renzi non riuscirà a raggiungere passo passo questi obbiettivi,non ci sarà appello dalle aspettative dei cittadini.
“l’Italia ebbe nella sua storia un’ora in cui l’armonia tra la sua sostanza e la sua progenie parve meravigliosamente piena” (D’Annunzio)
Non sciupiamola quest’ora.

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