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Il contratto a  tempo indeterminato dei dirigenti la PA,è un primo passo verso la riorganizzazione dello Stato;premessa indispensabile a qualsiasi cambiamento della società e del sistema Italia. I dati elencati sono per lo più estratti dal rendiconto annuale 2012 della Ragioneria Generale dello Stato e dalla Corte dei Conti,in quanto MEF si guarda bene dal pubblicare sia il rapporto dirigenti/impiegati,sia le retribuzioni dei dirigenti; limitandosi alla media del pollo.
Il rapporto dipendenti pubblici/popolazione vede il nostro sistema in linea con la Germania; inferiore di ca 3 punti% alla Francia e secondo a UK che si attesta sul 3,7 contro il ns 5,4%.
Il problema del sistema Italia è dunque di efficienza e perciò di equità. Equità nelle retribuzioni, equità della qualità nei servizi verso i cittadini che pagano il tributo con i loro denari privati, equità di redistribuzione delle risorse verso il sistema per progresso e sviluppo. Questo, per me, il senso dello Stato.
Al 2012,i dipendenti pubblici e comunque occupati nella PA,ammontano a 3.347.999 unità; in diminuzione del 6,3% in termini reali dal 2007. Diminuzione che investe principalmente la scuola; a seguire ministeri,autonomie locali ed enti pubblici non economici. Nel computo sono compresi contratti a tempo determinato per scuola,AFAM,allievi e volontari nei corpi di polizia e nella FF.AA; direttori generali e contrattisti.Spesa totale 160,4 mld.
I dipendenti a tempo indeterminato sono 3.036.712 al costo totale retributivo di 109,375 mld; media procapite 36.018 €.
Sotto la voce altro personale e personale estraneo,troviamo ulteriori 307.287 occupati flessibili, di formazione, cococo e incarichi vari, per una spesa di 51,025 mld. Media retributiva 166.050€. Sbalorditivo e prima sorpresa:deducendo circa 113.607 unità tra formazione lavoro,flessibili,supplenti come unità annue ad una media eccessiva di 36.018€, per un totale di 4,092 mld, rimangono ancora 193.680 occupati ad un costo totale di 46,933 mld; con una media retributiva di 242.322€. Ed è qui, in questa sacca che il governo deve intervenire sulla equità delle retribuzioni,oltre che alla forma contrattuale dei dirigenti.Probabilmente pure un risparmio di spesa pubblica.
La distribuzione territoriale dei dipendenti pubblici, vede:
Lombardia che si arroga il 12,58% /Lazio con 12,22/Campania 9,12//Sicilia 8,86/Emilia 7,02/Toscana 6,41/Calabria 3,51;fino al 0,37 della Val d’Aosta.
In sole quattro regioni del centro nord si concentra il 38,23% del personale, contro il 25,5 delle 4 più grandi regioni meridionali.
Dei dirigenti, la Corte dei Conti ci narra che a fine 2012,la PA ne conta 248.870 comprese le cd alte professionalità. Elenco qui di seguito alcuni dei settori che ritengo tra i più importanti e tra parentesi, il rapporto dirigenti/non dirigenti:
Sanità nazionale 136.289 di cui 115.413 medici ,859 direttori generali e 20.017 dirigenti non medici  ( 1/3,9)
Enti pubblici non economici 3.291 (1/13,77) per chi volesse curiosare l’elenco infinito di questi enti che vanno dall’inps,inail,camere di commercio,ACI, fino allo studio del teatro antico, questo il sito: http://www.funzionepubblica.gov.it/media/…/enti_pubblici_non_economici.pdf , val la pena leggere i paradossi di uno Stato che con i soldi dei contribuenti paga il consiglio nazionale di diversi albi professionali che in maggioranza limitano la concorrenza ed il libero mercato.La spesa complessiva per questi enti ammonta a 3,182 mld.Retribuzione media procapite 65.427 €. Rapporto 1D/13,99 ND
Enti di ricerca 10.520 (1/1)
Regioni e Autonomie locali 12.322 (1/13,77)
Amministrazione centrale 8.559 (1/22,35) fino a 1/33,99 per ministeri e PdC.
Corpi di polizia 6.154 (1/51)–Forze Armate 15.412 (1/11,15) l’esercito dei commandos.
La scuola come al solito la più sacrificata conta 8.025 tra presidi e dirigenti scolastici su una popolazione impiegata di 1.013.327 con un rapporto di 1/125,77 ; contro 34.073 dirigenti universitari e un rapporto di 1/2,1.
Un raffronto nei due settori tra i più importanti dell’attività dello Stato:sanità e scuola. Salute e futuro della società italiana.
Il costo del personale vede per la prima volta,nel 2012, parità nei due centri di spesa: 40,020 mld nella scuola e 40,131 mld nella sanità. Differenza sostanziale invece nel numero degli aventi rapporto di lavoro:673.634 nella sanità e 1.013.327 nella scuola. Con una retribuzione media di 39.493 € per la scuola e 59.573€ per la sanità. Per quest’ultima un rapporto di 1/4 ca dirigente per non dirigenti;per la scuola il rapporto è di 1/125.
Capisco che un medico non può fisicamente sovraintendere a 100 sottoposti;il suo compito è occuparsi della salute del cliente. Occorre tuttavia sapere che il personale infermieristico si sta velocemente specializzando con lauree brevi, togliendo al medico numerose incombenze di sua competenza. Sia in sala operatoria,sia in corsia. Forse è il caso di rivedere l’organizzazione e la gerarchia della struttura ospedaliera,riconoscendo così le nuove professionalità tra le meno remunerate in Europa.
Più in generale nella relazione della RGS, si legge della sostituzione dei dipendenti pensionati con personale nuovo molto più specializzato degli uscenti. Significa che il numero dei dirigenti può sensibilmente diminuire; allo stesso tempo si riducono i centri decisionali che spesso sono i più resistenti al cambiamento.

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