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Bobo Giacchetti resisterà al digiuno fino alla prossima Leopolda ?

Inizio con una evidente provocazione, per sottolineare uno dei due aspetti del discorso di Renzi, che mi hanno lasciato perplesso:il tempo cogente.

leadershipDice Renzi che dei 4 temi proposti, si andrà a verifica alla prossima Leopolda. Ma i tempi necessari alle riforme citate, superano l’anno. Persino la riforma elettorale, modellata sui sindaci, richiede una modifica costituzionale. La semplificazione necessaria del sistema investe la moltiplicazione diffusa dei poteri in Italia, dal Senato al consiglio di quartiere, dalla Provincia alla Intendenza alle belle arti, altro non sono che centri decisionali che regolano la vita ed i tempi di attività dei cittadini e delle imprese. Centri decisionali fatti di persone che hanno rappresentenza trasversale in parlamento. In quel potere diffuso resiste quella parte di establishment, che assieme ad altra nelle amministrazioni dello Stato, si oppongono a qualsiasi riforma della PA e perciò della spesa pubblica. Da segretario PD battaglie di questo tipo chiedono ben più di una Leopolda, ed una forte resistenza al logoramento. Non tanto per il segretario, quanto per il popolo che lo sostiene ed i cittadini che hanno riposto speranza nel cambiare verso, con la possibilità di monitorare i risultati attesi.

In sintesi, sulle riforme costituzionali i tempi sono lunghi e le volontà nei partiti che siedono in parlamento, varie,molto varie. Sappiamo invece che in caso di elezioni  anticipate,si voterà con il Porcellum; diversamente Renzi avrebbe indicato altra soluzioni di più rapida approvazione parlamentare. Senza aspettare la prossima Leopolda. Resisterà Giacchetti ?

Sulla giustizia è stato citato un caso eclatante con risvolti penali. Importante il tema della carcerazione preventiva attinente alla libertà personale ed all’ affollamento disumano delle carceri.Ma vi è altro aspetto della giustizia nel labirinto del codice civile e del codice di procedura, fonti di immobilizzazione di decine di miliardi nelle tasche dei debitori disonesti. Talvolta è sufficiente aggiungere o togliere poche parole per ristabilire la verità processuale. Esempio classico,l’art.1665 ter che contiene l’espressione “breve termine”. Ed è su quella parola ,breve ,che si precipitano gli avvoltoi dalle lunghe parcelle:avvocati,consulenti tecnici e persino esercitazioni accademiche di giudici.Sarebbe sufficiente apporre termine in numero di giorni, alleggerendo così il sovraccarico dei magistrati,e liberare risorse economiche ingenti.Non occorre aspettare la prossima Leopolda.

Sul tema impresa e lavoro, Renzi non ha colto il trait d’union con l’Europa. Su quest ‘ultima è scivolato nel tempo della prossima generazione. Ma il sistema paese non può aspettare né  la prossima generazione,né il 2015. Importanti certo la difesa, la diplomazia, il servizio volontario europei; ma è necessario agganciarci ad un dibattito in essere a livello mondiale e sopratutto europeo su temi di maggior attualità: giustizia, fiscalità e opportunità della moneta unica, in un mercato unico che ponga fine all’attuale zona europea di libero scambio. Occorre distinguere tra cessione di sovranità utili ad una Europa politica, ed una sovranità nazionale sui servizi che ogni Stato deve erogare ai propri cittadini. Pena la intromissione di organi sovranazionali in questione interne che a fronte della incapacità dei politici, vede la surroga delle varie Corti di giustizia entrare in conflitto con le direttive europee e del FMI.

Non possiamo lamentare un deficit concorrenziale del sistema sui costi dei servizi all’ impresa, se non ribadiamo che una delle funzioni della moneta unica è strumento di trasparenza dei costi. Vogliamo sapere cosa ci fa Enel con il 30% in più del prezzo del servizio rispetto al resto d’Europa. Così per un mc. di gas, per un km di ferrovia, di strada, di cablaggio della rete internet e delle forniture del servizio sanitario. Non importa una commissione parlamentare se Matteo Renzi deciderà finalmente di affiancarsi ad una squadra permanente di esperti e contemporaneamente esige dal governo un monitoraggio permanente da rendere pubblico.  Una squadra di esperti che sia un collettivo di creatività individuali, in un ambiente rivoluzionario:il futuro quotidiano in una Leopolda estesa geograficamente dalle Alpi a Lampedusa. Allargare la Leopolda significa cambiare l’architettura del PD,creare spazi nuovi dove sostituire l’essere,l’ avere e l’apparire con l’estremismo radicale  dell’ esserci, con la testa e la passione che supera la passività contemplativa della società mediatica attuale e in ultima analisi, dei cittadini elettori.

Dare un segnale forte di operatività, non richiede una verifica alla prossima Leopolda, perché dà la certezza immediata dell’agire concreto, verificabile  mese per mese dall’ attività del più giovane parlamento europeo.

Diceva Adriano Olivetti: una fabbrica che funziona in una società che non funziona, non serve a niente. Ora Matteo Renzi deve dirci come e quando intende ristabilire il primato politico dell’ efficienza e dell’ equità, fondamenta del residuo indispensabile della autonomia di uno stato degli Stati Uniti d’Europa.

Salvo che le elezioni anticipate siano già nell’ orizzonte dei circoli della élite politica.

@miapolis51

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