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Negli ultimi 4 anni è stato bruciato il 15% della capacità industriale; 32.000 imprese hanno chiuso portandosi via l’8% di PIL. A luglio la tassazione diretta è crollata del 7% e nel primo semestre il debito nazionale ha superato il 133 %. A fronte della tragedia dell’ immigrazione, all’ estero sono emigrati centinaia di migliaia di giovani italiani;da  Bologna dove vivo,aziende sanitarie britanniche selezionano decine di infermieri ogni mese. Quante aziende traslocano nella vicina Austria, o delocalizzano in altre parti del mondo ? Non ci stiamo impoverendo solo economicamente o finanziariamente, ma anche demograficamente. Sul versante politico ed istituzionale,diciamoci la verità :dal novembre 2011 i partiti si sono esautorati. Il Presidente della repubblica costretto ad assumere un ruolo centrale, protagonista,forse oltre i compiti assegnatigli dall’ ordinamento repubblicano.Il parlamento praticamente passivo, gli ultimi 2 governi con l’unica preoccupazione di rendere conto al Presidente medesimo ed ai vincoli europei sulla stabilità dei conti pubblici; ed ora pure sulle riforme costituzionali il Presidente convoca. Il governo Letta si mantiene in equilibrio con 5 miliardi in 3 anni a riduzione del cuneo fiscale, lasciandone la destinazione alle parti sociali. Sarà una guerra tra poveri. Siamo oltre il baratro: siamo sulla via dell’ estinzione del sistema paese. Il congresso del PD dovrebbe essere un primo passo per cambiare radicalmente lo stato in cui versa la nazione. Il documento congressuale di Matteo Renzi per la conquista della segreteria, si presenta tuttavia, insufficiente nell’ indicare soluzioni che un segretario,futuro candidato  premier deve già avere chiare ed univoche,durante la campagna congressuale. Un ‘idea di Stato, di sistema economico e di partito da proporre alla società. Erano sufficienti 2 pagine in più. Non entro qui nel merito del contenuto. In questa sede mi preme maggiormente sottolineare 2 aspetti che considero fondamentali se Renzi non vuole un 2 dicembre bis. Il primo aspetto è la necessità di dare maggiore voce alla estrema gravità delle condizioni in cui si trova il sistema paese. Capisco l’obiezione che sarà fatta dalla parte più conservatrice del partito e delle Istituzioni : provocare la crisi di governo. Ma il paese  sa già che questa classe dirigente politica, economica della sfera pubblica, tecnici universitari o della banca d’Italia e tecnocrati vari compresi, non hanno la capacità di portarci fuori dal tunnel, anziché propagandarci una visione di luce in fondo ad un tunnel ormai infinito. E a chi deve rivolgersi un candidato segretario premier se non al paese, ai 60 meno 1 milioni di abitanti; alle imprese che non godono di sussidi statali aggratis. Ai mercati piace la stabilità politica, ma piace ancor più una prospettiva di crescita e sviluppo anziché il 2,5% di deficit ed una crescita negativa prevista del 1,8%. Ogni giorno che passa è tempo perduto per mantenere qualche probabilità di cambiare verso radicalmente. Il secondo aspetto è l’entusiasmo acritico, quasi passivo della massa sostenitrice di Matteo Renzi. Possibile che non si legga da nessuna parte una sia pur minima critica come contributo alla discussione sul documento congressuale,così com’è stato per il programma 2012? Sopratutto vien da chiedersi se saremo in grado di reggere il confronto nei circoli, di fronte ad obbiezioni abbastanza intuibili ad un documento che contiene molti slogan,frasi e parole ad effetto sicuro, ma nelle proposte concrete poco circonstanziato, come nel tema giustizia; talvolta di una genericità equivoca, per esempio laddove si parla di anacronismo del limite al deficit corrente. Riportare la maggioranza nei circoli, significa una segreteria che poggia sulla base del partito; che sola può assicurare l’autonomia dalle correnti,dai trasformismi e dai signori delle tessere. Devono preoccupare le notizie ed i lamenti che provengono dal sud, che per Bersani fu un plebiscito; ma che rappresentò la vera disfatta alle politiche. Al sud ti chiedono cosa dai adesso, non fra 10 anni. E devi sapere rispondere, diversamente hai perso. La rivoluzione è  cambiare verso a cominciare  dal sud, altrimenti  non ci sono primarie che potranno garantire lo svolgimento sereno di un progetto che non è più solo di Matteo Renzi.

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