Se vuoi far politica, devi rischiare. (Oltre la rottamazione)
Caro Matteo Renzi,
Molti dei tuoi sostenitori, anche tra i più attivi, dicono, scrivono e probabilmente pensano che la tua candidatura a segretario PD è scelta tua e solo tua, in piena autonomia. Non è così, non è più così.
Da quando nel settembre 2012 hai iniziato la campagna in quel di Verona, il tuo progetto si è via via rivelato l’unico, al momento, maggiormente condiviso da strati sempre più vasti della popolazione. Gli avvenimenti succedutosi freneticamente, ma inutilmente dal 2 dicembre 2012 fino alla formazione del governo Letta hanno evidenziato ancor di più la necessità ineludibile di un governo e di una cultura di governo espressioni del progetto renziano.
Personalmente ritengo che la tua esposizione mediatica abbia raggiunto alti livelli di attrattiva politica. Ora si tratta di decidere subito: o si comincia a costruire nuove fondamenta e ripristinarne altre esistenti per i prossimi vent’anni, oppure smettiamo di sognare e voltiamo pagina. Una forza politica come la nostra non può limitarsi ad aspettare le regole perché stavolta non ci fregano. Se continui così comincerai a vivacchiare; se vuoi fare politica devi rischiare. La sfida non è più soltanto tua, la sfida è nostra; ma tu sei il leader e non puoi nemmeno lontanamente pensare di non essere anche il leader del PD. Le regole le stabiliamo noi, insieme agli altri certo, ma imponendo che le regole non si cambiano. Punto. Ne abbiamo la forza ed il prestigio.
Lo statuto nazionale all’art. recita:
Articolo 2.
(Soggetti fondamentali della vita democratica del Partito)
4. Tutti gli elettori e le elettrici del Partito Democratico hanno diritto di:
a) partecipare alla scelta dell’indirizzo politico del partito mediante l’elezione diretta dei
Segretari e delle Assemblee al livello nazionale e regionale, nonché ai livelli territoriali
inferiori, ove questo sia previsto dagli statuti regionali;
b) partecipare alle elezioni primarie per la scelta dei candidati del partito alle principali cariche
istituzionali;
c) avanzare la propria candidatura a ricoprire incarichi istituzionali;

f) avere accesso alle informazioni su tutti gli aspetti della vita del partito;
g) prendere parte alle assemblee dei circoli;
h) ricorrere agli organismi di garanzia e riceverne tempestiva risposta qualora si ritengano
violate le norme del presente Statuto.
Lo statuto regionale dell’Emilia Romagna ad esempio, all’art.2:
4. Tutti gli elettori e le elettrici del Partito Democratico hanno diritto di: a) partecipare alla scelta dell’indirizzo politico del partito mediante l’elezione diretta dei Segretari e delle Assemblee al livello nazionale e regionale; b) partecipare alle elezioni primarie per la scelta dei candidati del partito alle principali cariche istituzionali;
5. Gli iscritti e le iscritte al Partito Democratico hanno inoltre il diritto di: a) partecipare alla elezione diretta dei Segretari e delle Assemblee a tutti i livelli territoriali;
Se vogliamo cambiare una regola sia la partecipazione elettiva degli elettori anche nei circoli.
Questo partito morto nell’89 solo all’anagrafe e reiscritto solo per l’anagrafe con madre diversa, si cambia, per finalmente costruirlo, se noi conquistiamo la maggioranza ai congressi, a tutti i livelli. Dopo, ma solo dopo possiamo cambiarlo: eliminare la figura attuale del segretario (leggi art. di Davide Ricca su ateniesi.it) e trasformarlo in un partito che sia di sprone del suo leader al governo; un partito che dispone di 10 mila microfoni sul territorio*; un partito che insieme al suo leader sia sapiente miscelatore delle necessità del paese e regista delle soluzioni durevoli, attento ascoltatore delle soluzioni che possono nascere dal territorio.
Il partito è come il Barcellona con i suoi tifosi: som un equip
Tots som un equip i és molt important que tots estem bé per poder guanyar.
Dobbiamo essere tutti pronti per poter vincere la partita finale: il governo dell’Italia per riportare a casa la coppa dell’onore degli italiani, sparso nel mondo da antichi e nuovi emigranti e dalle aziende esportatrici che sole da alcuni anni, tengono in piedi il sistema.
Il partito è l’insieme dei primi tifosi del governo, sarà anche il primo a fischiare se il governo non manterrà le promesse; ma che sia un fischio amico, costruttivo, suggeritore e non ansioso di cambiare la squadra ed il suo leader per gli umori dei capi correnti.
Insomma Renzi ora hai il dovere di candidarti alla segretaria del PD. Troppe le aspettative che hai suscitato. Toppo intenso e diffuso l’entusiasmo consapevole nato dalla semplicità del linguaggio e del programma di governo. Solo così noi avremo la giusta motivazione per batterci ai congressi. Solo così il paese può ricominciare a sperare che non tutto è stato vano negli ultimi 2 anni. Solo così il PD può essere l’espressione di una maggioranza e di una minoranza e soffocare il correntismo d’importazione.
L’alternativa è che un giorno, nella saletta di un aeroporto Massimo D’Alema ti chieda di candidarti alle primarie per la premiership. Con tutto il rispetto e la stima per D’Alema per i suoi sforzi attuali a tenere unito il PD, in vista di una tua leadership condivisa, debbo dire no grazie: un altro sistema Prodi no.
*liberamente tratto da una lirica di Cosimo Pacciani : La consolle.

Angelo D’anna-Bologna
@miapolis51

 

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