ringrazio i follower pochi ma selezionati per le belle conversazioni che mi sono state concesse;

ringrazio gli influencer, quelli veri; quelli che in meno di 140 ch. son capaci di esprimere un pensiero universale, come fosse un quadro dipinto;

ringrazio gli influencer con la puzza sotto al naso; di quelli che guardano sempre in alto; verso gli influencer veri; ma diciamolo: a volte anche verso gli influencer emergenti perchè hanno  timore di non essere trendy; mi aiutano a stare con i piedi saldamente appoggiati a terra;

ringrazio le élite, quelli che da lassù nell’olimpo del sapere e della memoria ti danno tutto quello che possono, con la giusta dose di ironia, autoironia e sarcasmo in dote ai sapienti; ho sempre la sensazione che c’è dall’altro da sapere;

ringrazio le élite emergenti, di quelli che l’entusiasmo ti contagia, anche se le idee sono acerbe; ma io non essendo una volpe …mi arrampico ugualmente per assaggiare;

ringrazio le élite , di quelli che pensano convintamente di esserlo e che in realtà non capiscono niente e non dicono niente, convinti dai cori degli adulatori di passaggio di parlare; un invito a guardarmi allo specchio mentre mi lavo i denti;

ringrazio i narcisisti perchè mi ricordano sempre crudelmente che ognuno deve stare al proprio posto; consapevole delle proprie capacità, e pertanto dei propri limiti.

Vorrei citare tanti nomi, ma eleganza vuole non citarne.

Due tuttavia, perchè sono anche altro che twitterati: due scrittori, emergenti. Due fotografi, due che a leggerli è come guardare un film. Due che sono sapienti traduttori di tutto quello che noi lettori sentiamo ma non sappiamo esprimere in parole, in frasi; vediamo sì con i nostri occhi e la nostra mente ma non riusciamo a comunicarlo ad altri.

A loro auguro il coraggio magari accidentale  di provare a scrivere buoni libri; buoni come i cuneesi al rhum.

Ci rivediamo alle prossime politiche. Forse. Forse al culmine dei congressi del PD nel caso di eventi straordinari. Dubito quatunquemente.

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