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F.Nicodemo e T.Ederoclite su Europa.it  prospettano la separazione tra segretario e premiership per il PD argomentando  in merito alla trasformazione necessaria del partito, nella forma, struttura e organizzazione; sostenendo che  la tradizionale forma partito si è ormai esaurita.

Non so a quale forma tradizionale si riferiscono DemoClite, quale memoria hanno di forma partito;quando,in che tempo hanno cominciato a far parte di un partito. Non so, e forse questo rappresenta un mio handicap nel commentare il loro pensiero. Sono sicuro che proveniamo da scuole diverse, non foss’altro  per la differenza di età e ,pertanto la mia memoria più ricca di riferimenti storici ma non statici, tanto impetuosi sono trascorsi gli ultimi 25 anni.

Dopo aver visto Occhetto dalla Gruber, ho scritto un tweet con il quale ricordavo che i DS erano il falso nome con il quale il gruppo dirigente di allora sfuggiva alla propria storia e fuggiva dagli yuppies , dalla finanza e dalla borsa sempre più alternativa ai Bot e CTP : rendimenti sicuri anche se artatamente usati per coprire inflazione e svalutazione. Nuove forme di capitalismo di massa spazzavano via le macerie del muro di Berlino.E’ da questo periodo che il PD non è mai nato. Poi ci siamo rifugiati nella mescolanza con il filone cattolico a proposito del quale Carlo Terzaroli si chiede se questa è ancora una categoria politica; e G.Pittella candidato alla segreteria dichiara di non voler rinunciare alla sintesi delle culture laica.cattolica e socialista. Non categorie ma addendi di numeri a scopo elettorale. Non abbiamo fatto i conti con il passato, che ritorna ancor’oggi,come nei romanzi di Carlos Ruiz Zafòn, persino sui tweet dei più giovani dell’agorà virtuale, allorchè  chiedono cosa gliene frega a loro se uno è stato del PCI o della DC, non potendo sapere che si trattava di modi di essere dentro e per la società.

Come se non sapessimo tutti quanti che la somma categoria della politica è il benessere dell’Uomo,individuo legato alle sue inevitabili relazioni sociali, politiche ed economiche. Un uomo/donna, m/padre,figlio/a, imprenditore,dipendente,sposo/a,convivente,etero,gay, libero/a .

Come se non sapessimo che oggi la domanda principale è : cosa può e deve fare lo Stato, e attraverso di esso, la Politica, per questo uomo/donna oggi per assicurare gli strumenti alla costruzione del loro domani.

Trasformare il PD è dare risposta a quale Stato oggi è necessario. Definire un linea politica chiara e netta che prosegua oltre l’orizzonte. Volare alto per andare dall’altro lato del presente. (cit. C.Pacciani)

Personalmente non so se è utile la distinzione; se guardo fuori dall’Italia, i leader sono presidenti, primi ministri. Negli USA non mi pare vi sia la figura del segretario del partito. Non ha importanza, ma è importante dal momento in cui ci si pone la necessità della separazione per  addivenire a due figure precise e distinte nel ruolo.

Individuato lo scopo della Politica, nel parlamento il luogo per normare le fasi del progetto ed il suo strumento esecutivo nel governo , il partito tra cittadini e istituzioni, corpo intermedio che raccoglie, media, miscela sapientemente istanze e bisogni del territorio, in uno strumento di indirizzo politico , di azione pressante, di controllo dei risultati attesi dall’azione di governo.

La prima condizione è che entrambi,segretario e premier, devono convenire sulla medesima politica per raggiungere gli obbiettivi indicati da un progetto condiviso.

La seconda è che il segretario deve essere il sapiente regista  che raccoglie tutti i suoni trasmessi dall’intero territorio, per aggiornare e verificare l’azione di governo. Controllore e controllato. Suggeritore l’uno e l’altro compositore di interessi diversi orientati al bene comune.

Per arrivare a tanto, non sono sufficienti le primarie se il confronto non avviene in tutte le sedi competenti, a partire dagli 8 mila circoli, dal territorio reale allargato alle reti sociali ed alla rete web, intesa,quest’ultima, come strumento per una maggiore partecipazione dei cittadini dentro e fuori  il partito. Solo così si abbatte il muro dietro al quale si formano le correnti, e i raggruppamenti di provenienza; dando luogo ad una maggioranza e una minoranza come approdo finale nel maggior consesso delle assise di partito.

E’ evidente dunque la necessità di una candidatura a segretario proveniente dall’area dell’aspirante premier; il quale si presume raccoglie già una maggioranza dei consensi sancita definitivamente dalle primarie sulla base di un progetto di governo. Ed è su questo progetto che il confronto per la elezione a segretario deve avvenire.

Hanno ragione DemoClite a non legarsi ora ai nomi; ma attualmente i nomi ci sono e viaggiano sul web e nel partito. Quindi a mò di esempio cito Fabrizio Barca e Matteo Renzi.(Cito Barca perchè da tempo,fine 2011, convinto delle sue capacità, in conseguenza del metodo adottato da ministro per la coesione, e perciò stesso competitivo con Renzi, ma non conflittuale)

Noi conosciamo l’idea di partito di Barca; conosciamo l’idea di governo di Renzi. Conosciamo la credibilità di entrambi. Non sappiamo se ognuno di loro condivide  il programma dell’altro. Il confronto, a tutti i livelli, dovrà avvenire su questo tra Barca (o altri) ed un candidato segretario dell’area Renzi. Solo così potremo evitare cadute o  rimpasti di governo, generati da ansie di potere correntizio. (come la vecchia cara,per qualcuno, DC)

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