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Quando parlo di sezioni chiuse, il mio è un lamento rivolto ad un partito che si è chiuso nei comitati, autoisolatosi dall’universo della Politica, per affrontare le contingenze del momento e dunque, ritrovarsi a rincorrere situazioni create dalla quotidianità, e dall’altrui iniziativa. Non è certo un rimprovero a chi frequenta altri luoghi del fare politica. Anzi , i luoghi virtuali ampliano lo spazio entro il quale si svolge la discussione; offrono maggiori esposizioni di esperienze diverse, vissute in territori con differenti problemi e soluzioni. Tutti i giorni su Twitter o FB, ci si muove sull’intero territorio nazionale. In tutto il Pianeta. (Pianeta: cit.Cosimo Pacciani)
Ciò che l’agorà virtuale non è in grado di dare è la sintesi, la raccolta di soluzioni unitarie come proposta collettiva, sancita da un accordo verbalizzato, da trasmettere a chi per i maggiori incarichi ricevuti sarà tenuto ad elaborare una linea politica unitaria della maggioranza propositiva emergente.

Tant’è vero che le pressioni giunte dal sistema virtuale non hanno avuto l’effetto sperato durante tutto il 2012.

Mi riferisco alle Direzioni Nazionali di marzo, luglio e ottobre per la regolamentazione delle primarie,avvocate da Bersani in quel sistema reale che decide e costruisce, e successivamente disattese nel metodo e nella sostanza,come universalmente noto. Ma con quanti danni lo capiamo solo ora di fronte allo stallo della vita parlamentare: suprema sinapsi tra funzione, agire dello  Stato e aspettative dei cittadini al singolare o organizzati in categorie socio economiche.

La piazza virtuale riesce a proprosi come force de frappe unitaria, ma troppe le voci, troppe le informazioni, troppe le distanze da from a to; poca la aggressività politica necessaria e istruita dal passato utile alla legittima e democratica lotta politica.

In questo senso vedo concrete le iniziative di Davide Ricca con Adesso Torino e gli Ateniesi, arricchite  dai FutureDem: non più solo traffico di byte senza volti, ma movimento di persone che hanno uno scopo , idee ed esperienza, in cerca degli strumenti per uno cambio dell’agire politico tra la società gonfia di energia spontanea, pronta ad esplodere ed il partito immobile, chiuso ed aggrappato al vuoto di un perpetuo presente, orfano di un passato rinnegato, incapace di un progetto, sia pure a breve termine.

Sono incontri in luoghi fisici veri, tra persone che si guardano negli occhi, che esprimono sentimenti e passioni; più credibili, più contagiose, senza filtri nella registrazione attraverso i sensi, delle idee, delle proposte. Sono, gli incontri, trasmissioni di sè che ti rimangono dentro per lungo tempo nella memoria. Formano e arricchiscono la capacità di comunicare e di ricevere informazioni certo, ma anche sensazioni, flash back, lembi di frasi assorbite inconsapevolmente, che ritornano alla mente improvvisamente a ricordarti che quella cosa l’avevi pensata, ma non pesata.

La piazza virtuale è già nostra, ora dobbiamo riprenderci i luoghi veri, fisici del partito. Aprire le porte a chiunque pensa che il PD è la casa del confronto delle idee e delle soluzioni da e per il territorio per ottenere il meglio per questo paese.

Ora si apre la fase congressuale. Non pensiamo di condurre la battaglia solo su twitter o FB; o con commenti sui siti del PDnetwork. Occorrono voci, persone,volti. Voti sulle relazioni, emendamenti, mozioni. Vi saranno tentativi di rimozione del senso da dare a questa battaglia in nome dell’unità del partito, delle  emergenze ultraventennali  ormai.

Il passato recente ci insegna che l’attuale gruppo dirigente mantiene sì le promesse ; ma sappiamo anche come.

Il passato recente ci insegna perchè abbiamo perso le primarie: perchè non ci siamo fatti capire dalla base del partito e l’apparato ha avuto vita facile.

Possibile …che in 25 anni non sia cambiato sostanzialmente nulla nell’entropia del PD? (arr.to da cit. Pasolini)

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