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Ci eravamo illusi il 1 febbraio all’Obi Hall, abbiamo creduto che lo Jedi considerasse finalmente L’Obi Wan Matteo un cavaliere.

Non era così , e pochi l’ avevano capito. Ora il Consiglio Jedi adotta la linea dell’esclusione e alcuni hanno pronunciato la parola malefica: scissione.

Intanto  l’esclusione è cominciata il 3 dicembre del 2012; é stata interrotta teatralmente quella sera all’Obi Hall per l’opportunismo disperato di chi faceva finta di non vedere che, a partire dal 3 dicembre, la curva del consenso stava riportando inesorabilmente le percentuali di voto al PD ai livelli pre-primarie. E quindi si è chiesto a Matteo Renzi di dare una mano. Però, però senza parlare. Solo narrare come solo Matteo sa fare. Senza dire che si possono risparmiare 10 miliardi di qua e spenderli di là; togliere 4 miliardi in più qui e metterli là; ecc…, ecc…; e così rilanciare l’economia e la giustizia sociale in posizione più avanzata. No, questo no. Il programma è questo: un pò di questo, un pò di quello. Punto. Non sappiamo quanta polvere c’è sotto il tappeto. Ma và!

E abbiamo perso le elezioni. Abbiamo, perchè c’eravamo anche noi; anche Matteo. E siccome abbiamo perso con Matteo in campagna elettorale, adesso non serve più. Proviamo qualcos’altro; intanto facciamo un giretto in Barca. Vediamo come rema.

E via con la dimostrazione di forza con le primarie a Roma: che c’entra Marino con il comune di Roma? Niente. Neanche Cofferati c’entrava con Bologna. Ma sappiate che quando il partito decide chi e dove, non c’è n’è per nessuno.

E via con l’esclusione di Matteo dai grandi elettori del PdR. Certo, non era obbligatorio. Ma la Costituzione recita che oltre alle cariche istituzionali, chiunque può essere delegato. Renzi non è chiunque. Renzi è ,dopo Bersani, l’unico investito come n°2 dalla base del partito. Anzi dalla base del centrosinistra. Dico della base, categoria antica della quale sarà utile la ricomparsa attiva nel vocabolario della Politica.

E via con la nomina di 5 (leggasicinque) vice capigruppo al Parlamento in ragione delle correnti e degli spifferi. Con esclusione del gruppo che si richiama a Renzi Matteo. Naturalmente.

E quindi?

Quindi il 18 aprile sarà pubblicato il manifesto di Fabrizio Barca.

Quindi il 24 aprile, come da Statuto PD, dovrà essere indicata la elezione dell’assemblea e del segretario nazionali. Come da Statuto, il Presidente deve indire; senza ulteriori consultazioni.

Badate bene: questo è un appuntamento da non sottovalutare affatto. Non lasciamoci sopraffare dalla contingenza del momento: governo, elezione del PdR, appelli interessati all’unità del partito, ecc…, ecc…Tutte chiacchere per guadagnar tempo, escludere e cooptare. Alla carbonara.

Ricordiamoci dell’assemblea del 14 luglio: non abbiamo tempo; altre sono le priorità:
-la situazione politica in Italia ed in Europa;
-la riforma elettorale; (?)
-i punti programmatici per l’alternativa.
Tutto in una giornata, e di sabato. Ma siamo seri!

Poi il 6 ottobre, in fretta e furia, fu steso il cordone sanitario in vista delle primarie. Ci fidiamo di Bersani.

Tutto questo non è per recriminare, bensì per imparare la lezione. E la lezione è che se non conquisti il partito, perdi. Se non conquisti parte dello zoccolo duro, del corpaccione, perdi. Perdi le primarie e persino il diritto di parola. A quel punto o te ne vai, o fai il perdente. Il che è molto peggio dello sconfitto. Occorre dunque uscire allo scoperto, mettere in discussione il nostro progetto politico. Anticipare, sfidare, essere più aggressivi.

So che è iniziato il movimento: Il 4 aprile a Novara c’è stato un incontro tra diversi esponenti piemontesi e lombardi; probabilmente il 23 aprile a Milano  seguirà altra iniziativa simile tra esponenti lombardi ed emiliani. Ma dobbiamo uscire dalle pizzerie ed entrare nelle sezioni del partito,farle riaprire proprio in occasione del confronto congressuale.  Questa è l’ultima occasione per ridare vita al partito come  centro di ascolto delle necessità, delle speranze e anche di soluzioni, attraverso  10 mila microfoni sparsi in tutto il paese.

Attenzione: non si tratta della mera conquista del partito; si tratta di riprendersi il diritto allo spazio per fare passare un’idea politica diversa per il paese, perchè questa dirigenza ci sta portando alla rovina. Che senso ha il mancato avvio delle commissioni parlamentari, se non la volontà di ribadire il potere del partito sullo Stato, nonostante l’agonia del sistema Italia ? Che senso hanno questi 45 gg. passati inutilmente dal voto di febbraio, se non sperare di restaurare il modo di essere del partito pre-primarie? Si pensi anche in vista del rinnovo dei cda delle grandi aziende di stato; delle elezioni a Siena (MPS) ; della presidenza UE. Tutti temi che la vecchia politica pone avanti all’agonia del sistema.

Una volta si diceva che occorreva la mobilitazione della base. E’ ora che la base torni a mobilitarsi.

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