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Which political philosophy for Italy? (a long post)Da un articolo di F.ferrante e R. della Seta su l’Huffingtonpost

I nostri stimati autori sostengono che la mancanza di identità del PD genera  tanta paura di mescolarsi anche in via eccezionale, per esempio in un governo di emergenza istituzionale, con gli “altri da se” del Pdl.

Il PD ha il terrore di contaminarsi perché è incerto sulla propria identità.

Il tema del dialogo con il PDL, è al centro di un dibattito che appare non ammettere mezze misure: o sì o no. Il lato oscuro della discussione è la mancanza di chiarezza univoca, dell’una o dell’altra fazione nelle dichiarazioni dei maggiori esponenti, a dimostrazione della delicatezza dell’argomento per l’elettorato; e non solo del csx.

Gli stessi autori che qui commento, commettono a mio parere un tantino di settarismo, non nel significato pieno naturalmente, ma nell’atteggiamento tipico di pigrizia mentale di chi teme vie nuove o, forse in questo caso, cadute in disuso.

Personalmente sono conscio della necessità dell’approvazione di alcuni provvedimenti urgenti in materia di economia e di riforme della politica prima di ritornare al voto. Ciò che non capisco è la pervicacia con la quale si ritiene necessario un accordo con il PDL. Con un partito che ha perso qualsiasi credibilità del sentire Istituzionale.

Nessuno del pubblico ha assistito alle consultazioni tra il PDL e Bersani; ma Zanda ha dichiarato pubblicamente che sono state ricevute richieste non solo inaccettabili, ma addirittura non riferibili. Vogliamo continuare così? Non si tratta qui di fare gli schizzinosi; ma di perdere quel pò di credibilità che è rimasta alla dirigenza del csx dando ancora, ostinatamente credito politico al PDL.

Ora di fronte ai veti incrociati di formare il governo, Napolitano ha dato la possibilità al parlamento di legiferare, ricordando che un governo esiste; pur limitato nelle sue prerogative. Chi vuol intendere intenda che il governo è utile in quei passaggi parlamentari che necessitano per esempio di un decreto e per il funzionamento della macchina ministeriale. Per tutto il resto, deputati e senatori, gruppi e formazioni politiche possono proporre, discutere, approvare e respingere.

A chi tocca se non alla formazione politica,  forte della maggioranza alla camera, proporre leggi e provvedimenti all’intero parlamento, senza distinzione ? Non è deputato a questo il nostro ordinamento? Non funziona così la Repubblica parlamentare?

Cosa aspetta il PD a presentare le proposte di legge sui costi della politica; dal finanziamento dei partiti ai costi delle assemblee nazionali e periferiche. Decidere in materia di costi standard per la PA e la sanità.

Non sono competente in materia, ma mi pare che la legge elettorale possa approvarsi con provvedimento ordinario; per normale via parlamentare. Capisco che ora è nata la paura del ballottaggio contro chiunque in caso di doppio turno. Attrezziamoci per  vincere al primo turno, con proposte chiare, nette e che siano delle promesse certe e certificabili. Senza paura, ma con la convinzione di indicare l’altro lato del presente: oltre l’orizzonte. (cit. Cosimo Pacciani)

Dal lato dell’economia, oltre al pagamento dei debiti della PA, che non può limitarsi ai 20 MLD all’anno, si possono riallocare pure quei 30-35 MLD di trasferimenti alle imprese che producono,tra l’altro, concorrenza sleale al tessuto industriale sano. Probabilmente una migliore destinazione di una parte dei fondi europei e chissà, un fondo a garanzia del credito alle imprese. Insomma, c’è nè da fare alla luce del sole.

Quanto all’identità smarrita del PD, Francesco e Roberto scrivono:” Un partito che in queste ore subisce da Napolitano, dal “suo” Presidente, meritatissime lezioni di responsabilità ” Aggiungo che Napolitano non ha smarrito la sua identità; sa, e noi pure, da dove viene: dall’alta scuola di Politica.

Una buona parte dell’elettorato del csx non ha smarrito l’identità. La soluzione è dunque ridare voce ai cittadini, riaprendo i luoghi dove è avvenuto lo sfratto della democrazia, della Politica e della voce del coro.

Nel frattempo, il 24 aprile è l’ultima data utile per indire le elezioni dell’assemblea e del segretario nazionale. Per statuto il presidente “deve” procedere. Che non succeda come il 14 luglio scorso che si rimanda tutto per fare le cose in fretta e male  poi.

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