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Lo stralcio della  Relazione del Governatore della Banca d’Italia del 1986 (quindi relativa all’anno 1985) .

Nella parte sulla finanza pubblica, a pagina 149, leggiamo:

… la crescita dell’incidenza del debito sul prodotto interno lordo è indicativa di possibili incompatibilità con un ordinato evolversi della situazione economica: pur nell’ipotesi di saggi eguali allo sviluppo del prodotto, al crescere del peso del debito si accresce anche quello della spesa per interessi; per evitare la continua espansione dei disavanzi che si avrebbe in tale situazione, si rende necessario l’inasprimento della pressione fiscale, oltre certi limiti inaccettabile per i suoi effetti sull’attitudine a lavorare e a investire.

…..

… elevati livelli di debito costituiscono un fattore di instabilità, in quanto accrescono la reattività del sistema economico al manifestarsi di eventuali shocks esogeni.

La minore disponibilità di credito e/o l’aumento del suo costo, connessi con il considerevole assorbimento di risparmio operato dal settore pubblico, esplicano effetti riduttivi dell’attività di investimento; la flessione della capacità di crescita dell’economia, che ne può derivare, rappresenta l’effettivo onere che le generazioni attuali scaricano su quelle future attraverso l’accumulo del debito.

In prima fila ad ascoltare c’era Bettino Craxi. La Milano da bere pagata con i denari pubblici e l’aumento del debito

Poi arrivarono gli yuppies e gli hipster che cominciarono a sfrattare la democrazia.

Poi il rigore mandato a quel paese da Baggio ai mondiali e la sollevazione del popolo dei fax alla procura di Milano.

Poi rincorremmo tutti lo stil novo ideologico: più impresa e niente Stato.Liberi tutti!

E il debito continuava ad aumentare fino ai giorni nostri, nonostante i professori.

Oggi 31 marzo 2013, dopo 27 anni, il paese è nelle mani e nella testa di un sol uomo. Un uomo che proviene da una lontana, alta scuola di Politica.

Laerte ha 87 anni. Odisseo, suo figlio, era già re di Itaca da un una vita.

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