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Art.64: Le sedute sono pubbliche: tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento a Camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta.
Art. 92:Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.
Art. 93:Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.
Art. 94:Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.
Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.
Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.
La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.

Giovanni Cocconi su Europa dice:

 Un paradosso: uno dei momenti più delicati, importanti e alti della democrazia – la trattativa tra le forze parlamentari per la formazione di un governo – viene reso pubblico e per questo, di fatto, cambia natura, si svuota, muta di segno. Naturalmente la decisione della diretta è figlia del fatto che gli spazi della trattativa tra Bersani e il Movimento 5 stelle si erano già chiusi, forse non si sono mai davvero aperti, e comunque non sarebbe stato quello il luogo dell’accordo visto che Beppe Grillo non ci sarà.

A differenza di Cocconi, ritengo che la rappresentazione pubblica di quell’evento è stata intensa nell’esporre  il dramma della incompatibilità generazionale tra un onda politica che, come la risacca, si infrange da vent’anni sugli scogli e chi vorrebbe navigare in mare aperto da subito.

le sedie
Si sono confrontate da una parte l’arroganza di Bersani nel concedere che gli otto punti potevano diventare 9 o 10, và bè…come aggiungere 2 pizze per i nuovi arrivati; dall’altra una puntuale, diciamolo, dimostrazione della non credibilità del proponente: vogliamo le prove che questa volta l’elenco delle cose si faranno da parte vostra. La fiducia in bianco è un atto forte. Le carte, i disegni di legge pronti ad essere presentati e votati.

Bersani ha detto che le proposte le ha. Ma cribbio, hai avuto 20 giorni di tempo per farle vedere e chiedere di vedere le loro proposte. E’ l’arroganza di chi vuol dirigere giocandola, la partita con metà pallone in campo. E’ cambiata sì la natura, è mutato sì il segno della trattativa: è la realtà davanti al pubblico di chi rimprovera alla presunta volontà del cambiamento che le commissioni parlamentari avrebbero già dovuto funzionare da 3 giorni; invece sono ferme: perchè? La realtà di chi si preoccupa che i pagamenti dei debiti della PA alle imprese vadano effettivamente alla giusta destinazione.Chiedono il funzionamento del Parlamento a prescindere dalla formazione del governo.

La realtà di chi dichiara di dare pieno sostegno parlamentare a quelle proposte . Ma la fiducia non te le posso dare prima, perchè non sei credibile. Pubblicamente. Del resto,su quali certezze Bersani ha poggiato la sua campagna elettorale? Non faccio promesse, chiedo fiducia, faremo un pò di questo e un pò di quello,quello non va bene e cercheremo di migliorarlo, ecc…,ecc…;

Crimi ha detto a Bersani ciò che i cittadini che non hanno votato csx, hanno espresso attraverso il voto. In pubblico è stato messa la parola fine ad un errore iniziato nella direzione nazionale di marzo 2012, reiterato in quel 14 luglio, mostruosamente e pubblicamente ribadito con il regolamento delle primarie per la premiership e le parlamentarie. Quale credibilità pubblica? Un partito che spende a livello nazionale oltre 12 mln per il personale. Una azienda industriale con oltre 300 dipendenti e dirigenti super pagati, tipo. Nella trattativa in diretta dici che sì, possiamo rivedere il finanziamento pubblico ai partiti ma però…Quale credibilità pubblica? La diretta ha mostrato il peso della sconfitta sulle spalle di Bersani attraverso il linguaggio del corpo, la contrazione del viso e persino un improvviso rossore. Non ci doveva essere Bersani a quel tavolo, tanto meno Letta. La diretta voluta doveva diffondere un messaggio di umiltà e di nuovi orizzonti: largo ai giovani incontaminati, a quei figli ai quali abbiamo negato il futuro. Una moderna Atropo che recide qualche filo di troppo ormai. Nessuno ha avuto il coraggio di dirlo apertamente  a Bersani della necessità vitale di fare un passo indietro. Purtroppo, da noi manca lo scetticismo e la grinta aggressiva pubblici. L’offensiva ferrigna come la chiama Federico Orlando.

In che peccai bambina, allor che ignara di misfatto è la vita

onde poi scemo di giovanezza e disfiorato

al fuso dell’indomita Parca si volvesse il ferrigno mio stame

(G.Leopardi canto IX)

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