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Dice Mattia del cigno nero della politica italiana:

Questo stanno facendo parte della classe dirigente del PD e parte della stampa. Stanno cercando di utilizzare quella “prevedibilità retrospettiva (ma non prospettiva)” che farebbe rientrare Grillo in un fenomeno assolutamente lineare, logico, modellizzabile, senza coglierne il senso profondo e senza concentrarsi sugli aspetti non prevedibili, che darebbero al PD gli strumenti per sfidare davvero Grillo e non essere più travolto dagli eventi.

Sono gli altri che stanno sbagliando cari ateniesi oppure abbiamo sbagliato noi? Dico noi renziani, noi del 40% abbondantemente superato ormai?

Il finale di Nassim Taleb è all’insegna della saggezza pratica, ci invita a essere per metà iperscettici sulle conferme degli altri, e per metà aggressivi e sicuri laddove gli altri consigliano prudenza. E conclude ricordandoci che anche noi, nel nostro piccolo, siamo dei Cigni neri, unici e imprevedibili.

Dal momento in cui Matteo ha deposto le armi  con la sconfitta subita, vi è stato un disarmo generale; eccetto le iniziali schermaglie meschine dei vincitori sugli sconfitti. Ci siamo dimenticati che sconfitti non significa essere perdenti. Invece ci siamo preoccupati di fare analisi, recriminazioni, persino “se ci fosse stato Renzi” . Non una proposta collettiva al PD, non il perseverare , l’insistere che blue brothers doveva essere tutti, ma sopratutto con l’insieme delle cose da proporre al paese.

Quanti hanno detto pubblicamente a Bersani che i blue brothers si muovono insieme da subito, e non quando ti rendi conto che la curva delle intenzioni di voto, iniziata dal 3 dicembre , continua inesorabilmente a scendere ?

Nessuno si è reso conto che il leader, mantenendo la parola data della messa a disposizione del partito, con  la lingua e il cuore legati tuttavia, non era a disposizione del Paese. Qualcuno aveva diffuso sul web della condizione del prigioniero, e Matteo l’ha infine confermato nella sua ultima apparizione dalla Gruber.

Quanti hanno capito il messaggio di Renzi nei primi di marzo?

Recuperi dicendo quel che vuoi fare tu: lo abolisci o no il finanziamento pubblico ai partiti?

La sfida non è solo alle altre forze politiche, ai cittadini che finanziano il lassismo della classe politica e la inadeguatezza diffusa dei manager pubblici; gli stipendi ed il disinteresse sociale di banchieri che mantengono alti i costi del sistema creditizio. La sfida è rivolta anche al PD, a questo PD. Alla costosa e mastodontica macchina che spende 12 mln € per il personale del nazionale!

Quante voci dei gruppi, dei comitati, di quelli che Adesso! si sono levate in coro per dire a Bersani che noi l’avevamo nel nostro programma del 22 novembre, per gli italiani e non per Grillo, l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti? Per dire che abbiamo perso le elezioni anche e sopratutto per questo? Fratellastri eravamo. Cribbio!

L’appello e il suggerimento del sindaco di Firenze, (speriamo a breve Sindaco d’Italia) è caduto nel vuoto. Eccetto, per quanto ho potuto ascoltare, Gentiloni che alla DN ha posto esplicitamente la questione. Neanche le folle ed i gruppi, sempre più crescenti a sostegno di Renzi.

Non è Grillo il cigno nero caro Mattia. M5s non è l’ evento isolato e inaspettato, che ha un impatto enorme, e che solo a posteriori può essere spiegato e reso prevedibile. Un contenitore dove feroci destroidi, convivono a loro insaputa con arrabbiati incivili, esuli da destra populista e da sinistra nostalgica, sinceri disgustati dallo sperpero di denaro pubblico. Qui siamo alla pancia. Ma si sa o franza o spagna, basta che quelli non magnano più. E poi diciamocelo: un movimento che non sa dove andare, a tal punto da rappresentare l’applicazione ingegneristica della quantistica, scomponendo il problema in tanti sottoproblemi per semplificare; ma incapaci di capirne la somma degli effetti per dare soluzione al problema del Paese.

Da questo insignificante e del tutto anonimo osservatorio, il 30 novembre scrivevo, non a caso con il titolo aumentare il consenso al PD:voto Matteo Renziche la vittoria di Bersani alle primarie, avrebbe riportato il PD alle percentuali pre-primarie nelle successive elezioni politiche, e buona parte di delusi e astenuti con lo sguardo rivolto a M5s. Quando un movimento raggiunge e supera la soglia del 5%, non è più un evento inaspettato e isolato se si muove nel deserto della politica.

Io vorrei che i tanti piccoli cigni neri, accidentalmente come si conviene, cominciassero adesso ad aprire il dibattito su tutto il territorio; il programma c’è; mettiamolo in discussione pubblicamente, in attesa che venga integrato con il Job Act. Riapriamo le sezioni insieme ai triremi in groppa ai byte. Rientriamo nei luoghi fisici del PD, prima che lo occupano altri. Eviteremo una battaglia dagli esiti incerti.

Noi cari ateniesi non siamo maggioranza nel PD. Siamo maggioranza nel paese, accidentalmente, come un cigno nero.

Ma questo Matteo lo sa.

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