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Tu dici segretario, rivolgendoti a Beppe Grillo:

Siamo disposti a rivedere il finanziamento pubblico ai partiti, purchè si discuta di trasparenza e democrazia nei partiti.

Intanto non capisco perchè non ti rivolgi ai tuoi elettori, più in generale ai cittadini italiani; i costi della politica diventati tema importante dell’essere della Repubblica, non è, non può essere materia di scambio per accordi tra partiti. E fa bene M5s a rifiutare di entrare in questa logica politicista. Non importa per quale scopo tattico questo rifiuto di M5s, se mai ci fosse .

So bene che in altri paesi democratici si ricorre al finanziamento pubblico ai partiti: dai 130 mln della Germania, ai 110 mln dello Stato francese; ma diciamo pure ai 5 mln soltanto  della Gran Bretagna.

Con la differenza che là l’onestà è culturalmente diffusa anche tra la classe politica nel dare ai cittadini ciò per cui sono stati eletti, pagati e finanziati. Da noi invece…non solo concussione e corruzione; ma addirittura, segretario, il raggiro dei cittadini che con un referendum si sono espressi con il 93% dei votanti contro il finanziamento pubblico ai partiti nel 1993. Proprio nel periodo in cui il nostro paese ha rischiato la bancarotta. Venti anni dopo, in una situazione peggiore, i cittadini rinfacciano, ora con rabbia e disperazione, ciò che avevano decretato allora.

Da allora il paese non cresce, ma le organizzazioni politiche ed i loro adepti si sono assicurati una lauta sopravvivenza, senza nulla dare in cambio. Questo è il risultato. Ed è grave non aver avuto sentore della pancia vuota del paese. Il partito, il mio PD ha fallito perchè non era tra la ggente.

Come vedi non si tratta solo di denari, ma di funzione dei partiti nell’applicazione della Politica.

Sono tra quelli che si augurano che Napolitano ti incaricherà per la formazione di un governo per il principio democratico della maggioranza dei voti; sono tra coloro che sperano consapevolmente che tu riesca ad attivare il governo della Repubblica. Ma tu caro Bersani, mi tormenti per la tua logica da segretario di partito anzichè da primo ministro della Repubblica italiana in agonia.

Eppure, noi che allora eravamo il 40% del popolo delle primarie l’avevamo proposto il tema della riduzione drastica, ma argomentata, dei costi della politica. Fai tue quelle proposte rivolgendoti al paese. Sii colui che mette sul banco del governo la riforma della politica. Saranno gli altri a prendere o lasciare assumendosene le responsabilità.

Non pensare alla sopravvivenza economica dell’organizzazione: ci sono i militanti, gli elettori, i privati, il 0,5%. Ad una condizione: riaprire le sezioni ai cittadini e diffusione via web; meno comitati provinciali,regionali e nazionali. Spending review a partire dei 12 mln  del personale del PD nazionale e via a scendere. Monetizzare il patrimonio immobiliare inutile.

Sobrietà in prima persona.

Sulle presidenze delle camere: che senso ha questo tatticismo espresso con le schede bianche? Siamo sinceri: vogliamo riconoscere a M5s,  per il risultato elettorale, la presidenza di una delle due camere? Votiamola allora senza dare l’impressione ai cittadini dell’ennesimo do ut des della politica di professione fine a sé stessa. Inoltre sento parlare della Finocchiaro per la presidenza del Senato: diamo un segnale di rinnovamento radicale. Proponiamo il migliore, il più capace dei nuovi senatori  in grado di imparare più in fretta.

Coraggio Bersani, nella peggiore delle ipotesi, ci lascerai un partito vivo.

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