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COSIMO ANDRISANO “I MURI ” @ OPEN 12 -esposizione internazionale di sculture ed installazioni settembre 2009 Lido di Venezia (Photo credit: Strifu)

La verità è la Verità di Cosimo Pacciani via Linkiesta

La verità è uno stato mentale: non nascondere la propria volontà dietro le parole e gli atteggiamenti, i comportamenti. Fino agli inizi degli anni ’80, in generale, anche qui in Italia, si poteva suggellare un contratto con una stretta di mano; quasi che queste ,le mani dell’uno e dell’altro, fossero lo strumento di trasmissione, il sensore reciproco delle reali intenzioni dei contraenti. Era il gesto che sottoponeva l’impegno all’onore, alla dignità propria, condizione prima della permanenza nel gruppo, nella società. Camminare a testa alta e guardarsi negli occhi durante la trattativa, la conversazione, il racconto di sé, la promessa.
Poi arrivarono gli yuppi, e il denaro facile con la porsche e l’ora dell’aperitivo che cominciarono a sospingere la categoria dell’onore un pò in là. Verso il portone di casa; un po’ più vicino alla TV. Siamo arrivati così alla Milano da bere. Si beveva liquidità vera, sonante e si pagava con i debiti, sospingendo ancora più in là l’onore; ancora più dentro casa, ancor più vicino alla TV. Infine, siamo arrivati all’etica del così fan tutti, sfrattando definitivamente l’onore e chi se lo portava dentro come fosse una razza inferiore, portatrice di fardelli inutili e fuorvianti . Persino per quella piccola nobiltà orfana di modelli che invase le sedi dei partiti. Il resto è storia nota, recente, attuale. Anche questa ,caro Cosimo è gentrification. Mi piace pensare che gentri derivi da gentry : piccola nobiltà, che si porta dietro i retaggi dei le roi c’est moi, perchè ho i soldi, la porsche; oppure l’auto blù. Sono anche pieno di debiti; ma questo non te lo dico, perchè se no non mi osserverai più ammirato e sognante dalla scatola magica che tieni in salotto, dove io e i miei amici ti abbiamo confinato, perchè noi si possa tranquillamente occuparci della cosa pubblica e pure di quella privata rendendotene conto con le nostre verità.
Sono stati spinti fuori dai luoghi di condivisione delle scelte per sé stessi e nell’interesse generale. Sono stati confinati nelle loro case con un giocattolo che raccontava che il mondo è bello, il loro mondo dentro casa. Perché fuori c’è un mondo violento, crudele invidioso di quella piccola nobiltà che nuota sì nell’agio, ma con quanti problemi, ansie, l’assillo della giustizia, incesti degli affari, e soprattutto, la faticosa, quotidiana costruzione della verità.
Ora mi scuso caro Cosimo, ma devo andare a cercare un cigno nero. Chissà forse accidentalmente, lo trovo.

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