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Non è andata male, neanche abbastanza bene. Il risultato fantastico con lecite aspettative per il ballottaggio doveva essere vicino al 40%.

Vero che Bersani deve ancora conquistarsela la premiership; ciò dimostra, per chi non lo sà, che i cittadini ragionano.

Non c’è stato il plebiscito per il leader riconosciuto, per lo status quo.

L’ errore da non compiere è pensare che si riparte in parità per i seguenti motivi:

-al sud è schiacciante il dato a favore di Bersani;

-al nord il dato conseguito in Lombardia 45-37 a favore di Bersani deve preoccupare e fare riflettere;

Nella regione più importante d’Italia, il tessuto socio economico che più di altri avrebbe dovuto recepire il messaggio innovativo di Renzi, sopratutto sui tempi più rapidi, sui costi della politica e sulla razionalizzazione della spesa pubblica, offerti da Renzi, non è stato capito come in Piemonte, nel Veneto, nelle Marche e in Toscana.

Perchè? Eppure la razionalizzazione della spesa pubblica è premessa necessaria per la riduzione delle imposte, per gli investimenti in infrastrutture e per il rilancio dell’economia, per ridurre il costo del debito e liberare ulteriori risorse.

Occorre intervenire anche sulle inefficienze di questo governo; come per esempio sugli accordi recenti in tema di produttività: non si tratta qui di essere pro o contro la Camusso o il sindacato; si tratta solamente di denunciare un accordo che semplicemente non poteva essere firmato perchè l’impegno principale da parte del governo è una promessa vuota: non ci sono soldi! Come si può firmare un accordo in quelle condizioni? Siamo di nuovo al Patto per l’Italia firmato da CISL e UIL con Berlusconi; divisione del sindacato e nessun risultato; così come è stato con il piano Italia di Marchionne. Anche qui vi è un silenzio insostenibile del PD.

Sui diritti civili si abbia il coraggio del passo definitivo: adozioni sì e matrimonio no? E’ una contraddizione che odora di ammiccamento alla Chiesa; allorchè questo paese necessita di laicismo vero sia in politica che in economia.

Il PD non ha una visione chiara e netta per il futuro prossimo. Credo che i sei referendum proposti da Prossimaitalia sono una miglior definizione politica del modo di essere e di agire per un moderno partito di csx. Lo scrivevo già nel post precedente: un leader deve saper condividere ciò che di buono viene generato da coloro che pensano ad un futuro migliore.

Capitolo Sud merita più considerazione proprio per la drammaticità della situazione. Ma anhe qui, a me pare che Fabrizio Barca ha raggiunto dei buoni risultati nella sua funzione ministeriale. Perchè non farne tesoro?

Forse non si vincerà, ma un risultato vicino al 50% non dev’essere un miraggio, purchè questi prossimi 6 giorni siano intensi.

Al confronto televisivo di mercoledì non si parli delle solite belle cose; occorre incalzare sui numeri, dati alla mano, proposte chiare e nette di ciò che si farà se si governa. Su questo Bersani è impreparato. C’è la possibilità di demolirlo con numeri credibili se si affina il programma.

Dobbiamo dire ciò che avremmo fatto noi se fossimo stati in parlamento a sostenere il governo Monti. Sono tante le contraddizioni in cui Bersani può cadere.

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