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Alla maggioranza degli elettori non interessa il dibattito interno al PD; infatti, si noti che  la forma di governo ritenuta più probabile dagli elettori, che solo il 19%  ritiene possibile un governo di csx. Una percentuale di 9,5 punti inferiore al consenso al PD. Evidentemente l’eco del dibattito sulle regole e le stupide polemiche pro/contro Renzi lasciano agli occhi dell’opinione pubblica un’immagine non seria.

Sarà necessario che Bersani metta a tacere polemiche gratuite e che Renzi non presti il fianco a sospetti che via via si fanno sempre più diffusi sui finanziamenti della propria campagna elettorale. Sarebbe sufficiente che oltre alla lista dei donatori, già pubblicata, rendesse nota la lista della spesa fin qui sostenuta. Ne va della serietà delle intere primarie.

In una prospettiva chiara di schieramenti destra/sinistra, è stupefacente il consenso maggiore raccolto intorno ad un centrodestra guidato da Monti, a condizione che Berlusconi non si ricandidi. I giochi dunque non sono fatti, contrariamente all’idea diffusa che vede il csx maggioritario. Ma la novità più eclatante è che una netta distinzione degli schieramenti, genera una fantastica riduzione dell’astensionismo che dal 45-48% crolla al 28% ricomprendendo anche gli indecisi.

 Il PD è ancora in surplace sui risultati degli ultimi 2 anni, ma oggi si colloca nella parte alta della curva. Il csx (esclusa FdS) è stabile intorno al 42% . Ultima nota: l’atteso (da molti) effetto dirompente di Matteo Renzi  dopo un mese di campagna elettorale e di amplificazione mediatica, non è tangibile. Prova ne è che M5S mantiene oltre il 17% e l’astensione si riduce fortemente in caso di 2 schieramenti netti a favore del cdx.

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