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L’avevo già chiesto a Matteo ieri retweettando una anticipazione de Il fatto quotidiano.
Oggi ricevo la lettera Enews di “Adesso partecipo” con la quale Matteo conferma pari pari la notizia. E allora mi chiedo:
-se Matteo vuol vincere ( e le vincerebbe) le primarie con un voto minoritario, in un unico turno;
-se in democrazia è la maggioranza che impone la volontà dei cittadini alla residua minoranza (detta brevemente);
-se il centro sinistra attualmente e da oltre un anno ormai, è minoranza nel paese;(40-42% esclusa FdS)
-se consideriamo l’altissima percentuale di astensione, prossima al 50%, contrariamente alla tradizione italiana;

che fa Matteo, si presenta alle elezioni politiche come espressione della minoranza al cubo?
La questione riveste più sfaccettature nella visione di democrazia.
Intanto vorrei far presente un dato che restituisce palesemente la pochezza della classe politica , PD compreso, nell’intendere il concetto di consenso.

Le leggi elettorali ultime e attualmente in discussione, tengono conto staticamente della impossibilità per un partito o, ancor più grave, per una coalizione di non raggiungere la maggioranza assoluta dei voti, legittimandosi naturalmente al governo del paese. Quale soluzione dunque apportare? Azione politica ? meccanismi di partecipazione dei cittadini alle scelte di programma? Diffusione pubblica dei dibattiti interni ai partiti? No! Niente di tutto questo!
La soluzione è la ricerca contrattata volta per volta del premio di maggioranza. Pensiamoci un pò.

I partiti incapaci nella loro pigrizia opportunista, di raccogliere i consensi necessari al soddisfacimento base delle regole della democrazia,  si danno un premio per trasformarsi da minoranza a maggioranza. Roba da matti!
Ora tornando a Renzi sulle primarie ( vale anche per  Bersani sulla legge elettorale) vorrei anche parlare di numeri oltre a fare delle chiacchere da rompiscatole:

Lunedì ho pubblicato, commentandoli, i sondaggi di EMG de LA 7; martedì è stata la volta di Pietro Raffa con il consueto appuntamento dei sondaggi di Ballarò. Ebbene, dopo aver coinvolto oltre 40 province con il tour della campagna elettorale, non ci sono spostamenti significativi dei voti al PD e al centrosinistra. Il calo del PDL è , legittimamente presumibile, conseguente allo scandalo laziale.
Invece il dato significativo dei sondaggi è il recupero notevole di M5s ricollocando tra il 17 e il 18%, una vastissima area  protestataria all’estremo degli schieramenti politici.
In questa situazione Renzi vorrebbe essere il campione minoritario del centro sinistra reclamando il turno unico alle primarie. Primarie che non sono per il PD, ma sono per il centrosinistra.

L’altra questione per gli esegeti del ” se non sei con me sei contro di me”:
non sono Renziano, non mi schiero insieme; ma l’ho sempre considerato positivamente nei commenti a Linkiesta,su officine democratiche, nei vari blog, e sopratutto in questo blog.

Ho pubblicato  qui una critica ad alcuni primi temi del programma, in modo serio e costruttivo. Vorrei che altri facessero ugualmente, anzichè palesare delle scelte opache che non aiutano né Matteo, né tantomeno il popolo di centrosinistra; figuriamoci l’insieme dei cittadini italiani ed in particolare l’area protestataria e astensionista.

Infine una critica a Matteo:

quando all’ultimo evento a Firenze con i mille amministratori, Matteo ha scandito forte quella parola ” noi “, sono saltato di gioia (non scherzo). Pensavo, immaginavo, credevo che quel noi fosse la chiamata a tutti coloro che in questi ultimi due anni si sono battuti e tutt’ora si battono per il rinnovamento non solo del PD, ma anche del sistema paese.Senza aggiungere molto; ma iniziando a togliere tutto ciò che soffoca le energie vitali di questo bellissimo paese.(proprio come dicevano antichi uomini con la barba lunga)

Invece, invece quel ” noi ” si sta sempre più trasformando in ” io e la mia minoranza”
Peccato Matteo, perchè vedi, succederà che se vinci le primarie, senza recuperare buona parte dell’astensione e della protesta organizzata, sarai costretto a fare alleanza con i moderati. E allora devi spiegare in che cosa ti distingui dall’attuale gruppo dirigente del PD e dal solito sistema di far politica.

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