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Riporto qui, in grassetto, alcuni dei primi temi del programma di Matteo.

Non si tratta qui di dire se il programma è di destra o di sinistra. Sarebbe una stupidità. Il programma è bello, mi piace. Ma leggendolo bene non è convincente.

Non riesco a farmi trascinare dalla folla sempre più  vasta che corre ad ascoltare il nuovo che avanza. Troppe volte ho votato, negli ultimi 23 anni, titoli, slogan, e contenuti di poche frasi belle e promettenti. Perciò questa volta faccio la critica. Poi si vedrà. Intanto non ravviso motivi plausibili per votare Renzi; lo spiego qui sotto ad ogni tema. Vi sono ulteriori motivi nella parte economica e finanziaria, nella galassia dell’ establishment delle aziende pubbliche e del sistema bancario, di cui ho già scritto in questo blog, che Renzi non sfiora neanche. Eppure sono realtà che tanto hanno soffocato il sistema, tanto hanno sprecato in termini di energie e denaro. Ne dirò alla prossima puntata.

Soprattutto, è il modo per richiamare la politica alla sua missione: essere lo strumento attraverso il quale i cittadini decidono del proprio futuro.

In realtà, è la politica a fornire gli strumenti perchè i cittadini possano decidere del loro futuro.
La questione non è di poco conto; si tratta solamente di dire chi ha il dovere di porre le premesse perchè i cittadini possano liberamente, con la loro volontà, le loro possibilità e merito decidere il futuro per se ed i propri figli. Lo strumento è dunque capacità e competenza della classe politica; lealtà di sviluppare il programma per il quale è stata eletta. Se lo strumento non soddisfa è un errore della classe politica. Ad ognuno le proprie responsabilità. Ai cittadini si può imputare, eventualmente, solo l’errore di aver votato per la classe politica non idonea.
Sarebbe stato opportuno definirne il ruolo, le competenze e la determinazione nell’espletare la funzione, o di azione governativa per la quale è stata eletta, o di opposizione che controlla l’operato della maggioranza senza inciuci, senza cambi di casacca*, e con un codice etico che induca l’eletto eventualmente indagato (avviso di garanzia) a fornire immediatamente alla magistratura la propria versione dei fatti, così da dimostrare la propria e totale estraneità. Se entro un congruo lasso di tempo il deputato non riesce nell’intento, si dimette o viene espulso.
Voglio far notare che in Sicilia alcuni candidati di PD-UDC “pare “non siano proprio provenienti dalla limpidezza civile o penale. Perchè non cominciare da qui a prendere le distanze.
Supponiamo che Renzi diventi premier o vice premier; supponiamo che Crocetta vinca in Sicilia;che fa Renzi del PD? Fa finta di niente? Allora siamo alle solite. Purchè si governi.

Una delle due camere va semplicemente abolita. Ne basta una sola, veramente autorevole, composta da non più di 500 persone. Al posto dell’attuale doppione serve un organo snello, composto da delegati delle Regioni e da sindaci, che possa proporre emendamenti alla legislazione statale su cui la Camera elettiva decide in ultima istanza, eventualmente a maggioranza qualificata.

Cominciamo con i 500 della camera; quanti sono quelli dell’altra sostituta? 50? 100? 200?
Mi meraviglio di Renzi che è appena tornato da Charlotte. Dovrebbe sapere che il parlamento USA è composto da 435 deputati e 100 senatori per 320 mln di cittadini sparsi in 50 stati. Un po’ più grandi dell’Italia. La quale non ha le responsabilità economico finanziarie strategiche degli USA. Ora dico: uno che si propone di rivoltare l’Italia come un calzino (giustamente e lo dico sul serio) dovrebbe avere come riferimento il meglio del meglio. O no? Vogliamo davvero salvare la politica?
Cominciamo a ridurre il personale in riferimento al reale fabbisogno. Perchè 500 + non si sa quanti altri? Oggetto di trattativa con i probabili prossimi alleati? Con il sancta santorum del PD? Si prevedono forti resistenze di privilegiati e beneficiati? Coraggio sono i cittadini a chiederlo.

Aboliamo tutti i vitalizi. La politica torni a essere assolvimento di un dovere civico e non una forma di assicurazione economica. Le risorse spese per i singoli Parlamentari devono essere portate alla media europea, distinguendo nettamente le indennità dalle risorse messe loro a disposizione per l’esercizio dell’incarico, che devono essere amministrate dagli uffici del parlamento. I consiglieri regionali, per parte loro, devono avere un compenso e, chiaramente distinto da questo, un budget per le attività di servizio uguale in tutte le regioni. Deve essere definito il “costo standard” per il complessivo funzionamento delle assemblee legislative regionali fissandolo ad un valore compreso tra gli 8 e i 10 euro annui per abitante.

Perchè mai dobbiamo ancora stanziare dei fondi a forfait in base al numero degli abitanti?Spendibili a discrezione dei gruppi? No.
I consiglieri regionali sono stipendiati? Bene. Le ulteriori spese di funzionamento sono le spese fisse documentate ed eventuali attività istituzionali e/o dei singoli gruppi . Spese gestite direttamente dall’ufficio amministrativo della regione, come per il parlamento. Perchè questa differenza di trattamento? Per quale motivo? Ulteriore finanziamento ai partiti?

I partiti organizzino la democrazia, non siano enti pubblici.Il finanziamento pubblico va abolito o drasticamente ridotto, condizionandolo al fatto che i partiti abbiano statuti democratici, riconoscano effettivi diritti di partecipazione ai propri iscritti e selezionino i candidati alle cariche istituzionali più importanti con le primarie. Occorre favorire il finanziamento privato sia con il 5 per mille, sia attraverso donazioni private effettuate in maniera trasparente, tracciabile e pubblica. Siccome oggi, grazie a internet, chiunque può produrre a costo zero il suo bollettino o il suo house organ, i contributi alla stampa di partito vanno aboliti.

Bisogna essere chiari: o si abolisce o si riduce. Non si può lasciare la scelta ad eventuali trattative a dopo le elezioni. I cittadini vogliono sapere se abolisci, o se riduci, di quanto e con quali criteri riduci.

Il potere e la responsabilità di dare ai cittadini risposte concrete devono essere nitidamente
distribuiti tra centro e periferia, superando le confusioni dei ruoli e abbandonando la retorica fumosa sul federalismo. Diamo responsabilità effettive dove servono, a chi le può esercitare sotto l’impulso e il controllo dei cittadini: al governo centrale, alle regioni e ai sindaci. Eliminiamo le strutture inutili, completando l’opera appena avviata dal Governo Monti di aggregazione degli enti intermedi, drastica riduzione delle province e degli organi periferici dello Stato. Riformiamo da subito il Patto di Stabilità, in coerenza con il sistema dei conti europeo, premiando i Comuni virtuosi che hanno i conti a posto e vogliono investire sul loro futuro.

Dell’opera appena avviata da Monti sull’aggregazione degli enti e delle province, occorre dire che è un pasticcio portato avanti senza coraggio. (immagino le resistenze dei partiti in parlamento)
Le Province sono tutte da abolire. Le si può sostituire con un solo ente per regione che sovrintende alla salvaguardia del paesaggio e allo studio degli impatti ambientali di medio/grandi opere, alla conservazione del suolo, e alla promozione turistica. Punto. Purchè sia un ente decisionale indipendente dalle influenza dei partiti.

Creazione di un istituto che riconosca giuridicamente il legame d’amore ed il progetto di vita
delle coppie dello stesso sesso garantendo da questo impegno pubblico diritti e doveri assimilabili a quelli discendenti da matrimonio: di cittadinanza, di assistenza, di successione e
di equiparazione a livello fiscale e pensionistico. Una risposta concreta che supera divisioni
strumentali e conferisce pari dignità ad ogni tipo di coppia.

Ho letto della Licata e di Scalfarotto che questo è uno dei motivi per i quali votano Renzi.
La Licata riferisce che a Renzi non frega niente se i gay si sposano tra di loro.
Però Renzi nel programma non contempla il matrimonio, si ferma un passo prima. Pertanto quando afferma il conferimento della pari dignità ad ogni tipo di coppia, si contradice. Se non tutte le coppie possono sposarsi, non hanno pari dignità.
Che sia un primo omaggio ai cattolici del PD e dell’UDC? Diciamo laicità confessionale?

Mi fermo qui.
Alla prossima, elencherò i motivi per i quali non voto Matteo sulla parte economico-finanziaria.

*Mi si dirà che il cambio di casacca non si può impedire. Forse.

Ma se i candidati parlamentari vengono scelti attraverso le primarie sulla base del programma del candidato premier, sarà moralmente più difficile disattendere il mandato degli elettori.Tanto più se questi saranno scelti ed eletti dal loro territorio.

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