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le due primarie dice Civati :

In sostanza, le primarie sono due: quelle che Bersani (non) sta (ancora) ingaggiando con Renzi, e quelle tra lo schema di centrosinistra e l’ipotesi politica ed elettorale di una maggioranza bi o addirittura tri partisan.

In sostanza  facce della stessa medaglia: dove va il PD e, con il PD, dove va il centro sinistra.

Le manovre interne sono note da tempo. La parola d’ordine è stata lanciata da tempo da Maximo, quando disse che Monti è una risorsa importante per il centrosinistra europeo. Se lo è per il csx europeo, figuriamoci a partire dal paese dove la risorsa governa.

Da qui le lungaggini, artatamente adottate, sul termine della  gravidanza delle regole per primarie significative , in quanto ogni candidato presenta programma , tempi e modi di realizzazione, intesi come ferma determinazione a governare il paese; perciò stesso ricomprendendo una visione aggregatrice di centro sinistra o altra soluzione.

Capisco che il temine artatamente investe anche l’onestà intellettuale di Bersani. E’ così! Ed è così anche per Renzi, che non ha mai smentito le trattative separate e riservate con Bersani sulle regole. Poi che ci sia qualcuno che vuole mettere ulteriori bastoni tra le ruote di Renzi, è altra storia.

L’altro ieri, ho scritto sul blog di Antonio Ricci, che le primarie sarebbero state vinte da entrambi gli attuali principali candidati. Ponendo l’accento sull’esito dei  6 referendum, i quali nel caso saranno preclusi.

Intanto credo si sia capito che Renzi può attrarre voti dal centrodestra, e questo va bene a tutta la Ditta. Anche se non lo si dice. Intanto portiamo a casa, poi faremo i conti come con Veltroni e Prodi.

Quello che non si dice e vengo al dunque, è che vi sono 14 milioni (dicasiquattordicimilioni) di non voti, classificati ieri sera dal prof. D’Alimonte come voti disponibili. La capacità prettamente politica di convincimento alla disponibilità al voto attivo di questa immensa platea di cittadini, rappresenta lo strumento perchè il centro sinistra vinca le elezioni. Se l’astensionismo rimane tale nelle sue dimensioni, non c’è legge elettorale che tenga. ( del resto senza aspettare D’Alimonte, l’avevo già scritto qui,Le primarie di Montini Pier Luigi , il 6 luglio u.s.)

L’altro aspetto che si dimentica è rappresentato da una diffusa determinazione ad impedire che la sinistra governi. La discussione infinita sulla legge elettorale lo dimostra:

1) Berlusconi disponendo della maggioranza dei voti in parlamento, non acconsentirà mai a farsi rubare la scena governativa dal PD e dal centro sinistra;

2) lo stesso dicasi per Casini che preme per la formazione di un governo a forte impronta Montiana, e comunque con la presenza di Monti, oscurando o ridimensionando così in parte la partecipazione del PD.

3) il PD si è incastrato da solo, così come Renzi, perchè a forza di non escludere Monti, alla fine sarà Monti ad includere loro.

4) di fronte a questo scenario che disegna la caotica incertezza del  dopo Monti, quest’ultimo ha pensato bene rassicurare la platea internazionale dicendo : ” tranquilli ragazzi, ci sono sempre io, se le cose si mettono male così come vi sembra ora ”

Detto questo che facciamo? Mentre quasi tutti ormai applaudono, rimaniamo sul ramo ad aspettare?  Che gli applausi scemeranno in un brusio ? ” Oh, certo che Monti è un osso duro eh! Anche Renzi che sembrava chissà che, china la schiena. Ma non aveva promesso che…ecc…,ecc…,?

Lo so che se Prossimaitalia si candiderà, la campagna elettorale non sarà una cosa nuova, nel senso che tu Civati giri tutta l’Italia a parlare di politica e di programmi a medio/lungotermine. Che gli incontri con gli elettori di SEL e IDV, saranno della serie ci rivediamo, ci conosciamo già. Che molti circoli del PD simpatizzano. Che molti amministratori sul territorio sono pronti.

Ma da qui al 6 ottobre, è indispensabile ormai annunciare la candidatura di Prossimaitalia, pur dichiarando ancora, che noi vogliamo delle regole, che sono alla base di ogni convivenza civile. Vedete, una parte delle regole sono già state annunciate dall’esterno del PD. Una l’ha lanciata Monti: la partita si gioca con me. L’altra regola è che il centrosinistra non può fare squadra a sè. L’ultima è che Bersani e Renzi non vogliono giocare con la squadra del centro sinistra.

E allora? Dev’essere così o vogliamo sparigliare le carte a favore dei cittadini, dei precari, della scuola, delle imprese, dei disoccupati, del futuro dei bambini, di coloro che non si possono amare in classe A, del merito, dell’iniziativa, della concorrenza, della Giustizia, degli stranieri che vorrebbero investire ma non possono, dei politici onesti che si sentono soli, della burocrazia necessaria ma efficiente, della trasparenza della cosa pubblica, del reddito da lavoro attualmente strozzato dalle relative imposte,  e altro ancora?

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