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luigini contro contadini

Esiste un lato oscuro della “Questione Settentrionale”, un lato sommerso ma radicato, fatto di intrecci di rapporti tra Luigini e altri soggetti a scapito dei Contadini. Di chi stiamo parlando? I Contadini sono la parte produttiva del Paese, sono i lavoratori dipendenti, gli artigiani, i piccoli imprenditori, gli operai e anche i contadini. I Luigini sono tutti gli altri: “i fisiocraticamente parassiti, i rent seekers, gli spartitori dello Stato e delle rendite e dell’affarismo border line e delle prebende d’ogni sorta”. Sono parte del potere privato, principalmente localizzato al Nord.

Una delle fonti di energia naturale di grande consistenza è il vento e l’uomo vi è ricorso spesso fino dai tempi più antichi con grande vantaggio, come nel caso della navigazione; oppure ottenendo un aiuto modesto ma costante come i contadini nella mondatura dei cereali.

manca il vento, ossia non c’è con quella forza, quella misura, quella continuità che sono necessarie per avere una fonte energetica sulla quale contare al momento del bisogno. Per questo le pale a vento sono state spesso collegate a pompe di drenaggio o di rifornimento d’acqua, dove le vasche facevano da volano al lavoro intermittente.

Purtroppo, quelle vasche e quelle pompe di proprietà dei Luigini, costavano molto, troppo ai contadini. A poco a poco, i prodotti del mulino non erano più sufficienti a pagare le spese.

Assoldarono quindi un cavaliere per liberarsi dal fardello.

Come prima cosa ripulisce e rimette in sesto alcune armi che erano appartenute ai suoi avi;( il vecchio, sterile armamentario culturale)

poi si reca dal suo ronzino( veicolo delle proposte)  che gli sembra, anche se malconcio, persino superiore al leggendario “ghé pensi mì” di Custer Nano. Poiché al ronzino manca un nome, Don Alonso decide di chiamarlo Toch’amè, ovvero “primo fra tutti i ronzini del mondo”; (sprezzante del confronto) solo in seguito pensa di nobilitare in qualche modo anche il proprio nome, e decide per “Don Chisciotte della Macerie”, un nome che pone in evidenza il suo lignaggio e onora la sua terra natale.( la Partitocrazia)

Alonso decide quindi di farsi cavaliere errante e di andarsene armato a cavallo in giro per il mondo della provincia, facendo piazza pulita di tutte le ingiustizie, le prepotenze e i soprusi. Immagina come proprio futuro premio la corona di Palermo e così inizia a immaginare il suo progetto, piantando per bene dei paletti per evitare che altri facciano dei Casini.

Ma non si rende conto che manca ancora qualcosa: l’Idea.

Lo scopo di Cervantes è sottolineare l’inadeguatezza dei politici e degli intelletuali dell’epoca a fronteggiare i nuovi tempi che correvano in Europa, un periodo storico caratterizzato infatti dal consumismo e dal tramonto degli ideali, e contraddistinto dall’imperversare della crisi che dominerà il periodo successivo al periodo d’oro della Spesa Pubblica,non ancora conclusosi.

(ogni riferimento  a persone o cose, circostanze e fatti realmente esistiti, è autorizzato dalla fantasia )

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