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Nozze gay, Vendola: "Voglio sposarmi" Bindi: "Sì ai diritti, no al matrimonio"

ROMA – Rosy Bindi non invita gli omosessuali alla Conferenza nazionale sulla famiglia di Firenze e nella maggioranza scoppia la polemica. Emma Bonino e Paolo Ferrero annunciano che il 24 maggio diserteranno l’iniziativa. E con loro resteranno a casa i parlamentari di Rifondazione e della Rosa nel pugno. Ma forti malumori contro il ministro della Famiglia serpeggiano anche fra i Ds e in Sinistra democratica. Anche se Anna Finocchiaro, insieme alla Margherita, si schiera a fianco della Bindi.

La polemica nasce da un’intervista alla rivista dell’Azione cattolica “Segno” dove la Bindi spiega: i gay volevano essere presenti a “Firenze, ma “ho risposto serenamente che non li inviterò, perché quella é una Conferenza sulla famiglia, che é quella dell’articolo 29, fondata sul matrimonio”. Motivo per cui a Firenze è stata invitata l’Agedo, l’Associazione di genitori, parenti e amici degli omosessuali, ma non, per esempio, l’Arcigay. E il ministro a questo proposito ricorda che “ci sono delle situazioni di fatto in cui delle persone si amano e sono fra loro solidali” ed è per questo che è stato presentato il disegno di legge sui Dico.

Una precisazione che non serve a tranquillizzare una parte della maggioranza. “Non condivido la scelta del ministro Bindi di non invitare le organizzazioni omosessuali al convegno nazionale sulla famiglia di Firenze. Ritengo pertanto che nemmeno la mia partecipazione sia opportuna”, fa sapere Paolo Ferrero.
La Bindi replica: “Mi dispiace che il ministro Ferrero consideri inopportuna la sua partecipazione alla Conferenza. Ho difeso e difendo i diritti delle persone con la stessa determinazione con cui sto lavorando alla promozione dei diritti della famiglia”.

Subito dopo quella di Ferrero arriva anche la defezione di Emma Bonino. “Quella della Bindi mi pare una decisione sbagliata, l’ho chiamata questa mattina per dirle che noi non partecipiamo alla conferenza sulla famiglia”, annuncia il ministro delle Politiche comunitarie.

La decisione dei ministri è subito seguita dai rispettivi partiti e gruppi parlamentari. Annuncia il forfait anche Lalla Trupia di Sinistra Democratica. Si associa il sottosegretario alle Pari opportunità Donatella Linguiti. La Bindi non trova neanche la solidarietà di Barbara Pollastrini. “Non avrei mai escluso qualcuno, singoli o associazioni. Perché, nella mia concezione della politica, sono essenziali rispetto e accoglienza”, dice il ministro della Pari opportunità. Una dura critica arriva da Fabio Mussi. “Sono stupefatto che all’alba del terzo millennio si discuta ancora degli omosessuali come nel Medioevo; lo trovo scandaloso. Penso che la Bindi abbia sbagliato”, dice il leader della Sinistra democratica. E una protesta arriva anche dai Ds.

“Sarebbe stato giusto invitare la Lega italiana famiglie di fatto e le associazioni degli omosessuali”, dice Ivana Bartoletti, responsabile diritti civili della Quercia. A fianco del ministro si schiera invece la Finocchiaro. “Attaccare così duramente Rosy Bindi per questa scelta è un errore politico”, dice il capogruppo ulivista al Senato. “La decisione assunta oggi dalla Bindi è a mio parere, – spiega la Finocchiaro una scelta istituzionale. Alla Conferenza si parla di famiglia, e non sono state invitate organizzazioni delle unioni di fatto che purtroppo non sono ancora riconosciute nel nostro ordinamento”.

(8 maggio 2007 La repubblica)

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