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delle primarie e delle agende (civati)

In questa grande confusione, si cominciano ad udire anche molti “oltre noi il diluvio” compiendo un passo indietro.
Creare l’avversario, 10 avversari, 10 piccoli indiani, e sperare che noi ce la faccio. Designare, chiamare, evocare un condottiero che si è dichiarato fuori dalla mischia, coerentemente con quanto affermato pubblicamente già in precedenza, con importanti affermazioni di principio, il giorno dopo la presa della Pastiglia.(15 luglio, un secolo fa)*alza una cortina fumogena su una rassegnazione non motivata.

Del primo piccolo indiano, abbiamo assistito e assistiamo alle bordate  a palle incatenate, prima di sapere come intende guidare le tribù; nonostante autocritiche e comunque a prescindere; siamo in attesa dei chiarimenti promessi per un sano confronto; non siamo avvoltoi in attesa del cadavere;
del secondo piccolo indiano, abbiamo detto che non siamo d’accordo sul metodo fin qui adottato; non potendo sapere, per sua stessa affermazione, come intende guidare le tribù e verso dove e con chi;
il terzo piccolo indiano ha annunciato pochi giorni fa alcune strade da seguire, senza narrare come e verso dove;
quarto e quinto piccoli indiani hanno annunciato semplicemente l’intenzione di guidare le tribù.

Quanti piccoli indiani dovremo ancora aspettare?

Personalmente aspetto uno, l’ultimo piccolo indiano.Non aspetto altri. Mi piace chiamarlo Ta-Tanka. Perchè porta in sè la memoria delle motivazioni che hanno portato alla  sconfitta del generale Custer, il cui spirito senza pace, percorre sempre le praterie. Ta-Tanka perchè  nell’attesa attiva di definire la strategia per allontanare definitivamente, o almeno per una lunga era, lo spirito Custer.
Ta-Tanka era sopranominato ” Lento ” per la sua abitudine a riflettere bene prima di agire. Proprio come i contadini.
Lento riunì 4 tribù indiane e annientò l’avversario. Unì, non si divise dalle altre tribù. Non andò da solo con la sua tribù, sapendo che solo la forza emotiva di un intero popolo può portare alla vittoria. Quattro tribù, quattro capi.

Bossless.

L’importante è raggiungere l’obbiettivo, lo scopo. La leadership nasce da qui, durante. Si consolida dopo,  per spontaneo riconoscimento collettivo; nell’organizzare insieme, nel coordinare, nell’indicare gli obbiettivi, senza mai perdere di vista il fine ultimo.
Lento ha già indicato un percorso, le fermate, gli approvvigionamenti; il fine corsa senza  dimenticarsi da dove inizia la strada. Perciò tutti i passeggeri possono riempire le loro valigie senza restrizioni, purchè disposti a pagare il biglietto per quella destinazione. Sì, il biglietto è da pagare perchè la strada è tutta in salita, e occorre molto energia; e non tutte le centrali di produzione saranno disponibili a fornire l’energia.

Rimane solo da scegliere che tipo di treno prendere e quali e quanti macchinisti saranno necessari.

Ieri  alla festa organizzata da una delle tribù di quel popolo, il primo piccolo indiano è stato bene accolto. Non si è raccontato tutto. Ma questo l’aveva già anticipato. Aspettiamo serenamente il suo racconto. Intanto anche noi con il nostro piccolo indiano ci prepariamo a raccontarci, tenendo conto che il tempo rimasto è quasi esaurito e il fantasma di Custer aleggia ancora.

Fabrizio Barca che stimo non da ora, citato più volte in questo blog e in commenti su altri, ha dichiarato il 15 luglio a La Repubblica:

il governo attuale ha un mandato preciso,limitato. Il compito è ristrutturare parzialmente il sistema; ridurre il più posssibile le risorse assorbite inutilmente; permettere un riavvio e un miglior funzionamento del sistema medesimo.
Ora occorre un progetto di lungo respiro, che solo la politica, con una visione netta, può architettare. E’ impensabile che  questo possa avvenire con una grande coalizione.

Quella visione netta non c’è, non esiste ancora; se non nella mente dei piccoli indiani; probabilmente non di tutti. Ma di qualcuno sicuramente. Quando la visione netta sarà percepita dal popolo delle tribù, allora i  Barca e Rossi Doria, potranno, se vorranno, contribuire.

Potranno.

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