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L’opacità che copre la trattativa tra i 3 partiti, su una nuova legge elettorale;
le dichiarazioni avventate di esponenti politici del PD, che aggiungono confusione nell’opinione pubblica;
le smentite regolari di esponenti del PDL sul raggiungimento di accordi ;
le dichiarazioni dell’UDC sugli accordi da tempo raggiunti, ma al momento, non divulgabili ai cittadini;
la candida dichiarazione di Cicchitto che conferma le affermazioni di Buttiglione sull’indecenza degli accordi minimi già raggiunti.

L’oggettiva impossibilità di raggiungere un accordo nell’interesse del paese, per un sistema elettorale che assicuri la stabilità politica e pertanto,un’azione governativa duratura per liberare le vitalità del sistema, per i seguenti motivi:
-il PDL non acconsentirà mai, nell’attuale realtà dei consensi verso i partiti, ad una legge che garantisca al centrosinistra la tranquilla possibilità di governare. Il PDL verrebbe marginalizzato dalla vita socio-politica del paese, per la propria essenza;
-nel parlamento comandano ancora PDL-LEGA, a dispetto di un consenso reale minimo nel paese.
Come non capire questa evidenza, quando il delegato del PDL alla trattativa con gli altri 2 partiti è Denis Verdini. Caro Bersani, non sapevi chi è costui? E’ sufficiente rileggersi i rapporti della Banca d’Italia sulla banca toscana da costui presieduta!Gli interlocutori sulle questioni nazionali, almeno, occorre sapere sceglierli.

Bersani ha dichiarato più volte che la condizione prima è che alla sera dello scrutinio delle schede, il mondo deve saper chi governa.
Non è vero, non sarà vero. Bersani lo sa ma non può dirlo. E’ il fallimento di una linea politica imposta dal signoraggio PD che dal 1989,  ha smarrito paternità e progresso della progenie politiche.
Siamo, noi tutti del PD al quale crediamo ancora, nel ridicolo. Facciamo finta che non è così, non può essere così. Alcuni blog di area critica verso l’attuale dirigenza, fanno satira e persino pettegolezzo. I commenti feroci degli aficionados cadono nella trappola, perchè in realtà non hanno argomenti concreti a sostegno delle loro difese oltranziste del gruppo dirigente PD. Ma non è un modo serio di fare politica per il rinnovamento. Ridicolo. Smarrimento. Senso di impotenza. Rassegnazione.Divisione. La confusa polemica con Grillo, sostenuta con categorie dei massimi sistemi,è lì a dimostrarlo.
Era sufficiente in proposito sfidare Grillo e, sopratutto i suoi elettori, sui programmi. Ma su quali programmi, caro Bersani? Questo è il nostro maggior torto.Questo il dramma.

Una soluzione?

A questo punto, a 6 mesi dallo scioglimento del parlamento, lasciamo perdere la nuova legge elettorale; si farà nella prossima legislatura.
Premesso che il Porcellum è stato rinnegato, a parole, da tutti i partiti ormai;
-che la volontà espressa pubblicamente dai maggiori esponenti dei partiti, è stata tradotta letteralmente, nel ridare ai cittadini il diritto di scelta dei propri rappresentanti;
-che lo stallo del paese trova nella gerontocrazia una delle principali cause; non per una ragione anagrafica, ma per cristallizzazione del sistema,sui propri privilegi ed autoriproduzione del proprio clan familiare, di gruppo, di cooptati;
-che in realtà il paese necessita urgentemente, di una classe dirigente politica capace di indicare un futuro, nel breve e lungo periodo, per il rilancio dell’economia e di una speranza realizzabile per i cittadini;oltre a rassicurare i nostri creditori sull’esistenza di tale dirigenza politica.

Quale miglior azione,dunque, se non indicare data e sistema di elezioni primarie aperte, dove ogni candidato presenta un proprio programma di governo? I cittadini sanno cosa vogliono,quali sono le necessità; sanno scegliere. E’ sufficiente essere capaci di dare le giuste risposte.
Milano, Napoli, Cagliari, Palermo: dov’è il peccato? Il PD non è stato all’altezza delle risposte attese. Il centrosinistra sì. Fortunatamente!Fortunatamente anche in quelle numerose realtà dove sindaco è diventato uno del PD, ma non il candidato del PD.E’la società che esprime il meglio di sè e che elegge i propri rappresentanti al governo della cosa pubblica e privata senza l’invadenza fin qui applicata della politica.

La vera battaglia politica caro Vendola, va giocata nelle primarie; tra i cittadini, con i cittadini. Altrocchè la disputa culturale sui “montiani del PD”.Queste guerre di posizione non interessano a nessuno.Significa solo rovistare tra le macerie.Che fare, come fare? Stiamo parlando del futuro degli italiani e della loro casa: l’Italia europea.

Matteo Renzi si appresta a presentarsi agli italiani delle 100 province; misurerà così il consenso verso sé e le sue proposte. La dimensione di questo consenso rappresenta la consistenza della sfida e del desiderio di cambiamento.
A breve, Prossimaitalia “dischiuderà le uova”. Parte del suo programma è già noto, ma non ancora percepito pubblicamente.

Mi auguro che Leopolda e Prossimaitalia vogliano, con iniziative di vera e propria campagna elettorale, incidere concretamente dentro e fuori il PD per cambiare questo stato di immobilità.
Non vi è più tempo.

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