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Leggendo qualche post, qua e là su diversi blog, riscontro un pò di rassegnazione sulla possibilità di rinnovamento della dirigenza del PD.

Francesco si chiede se c’è qualcuno che vuol vincere le elezioni; Paolo “pettirosso” scrive che non sono necessarie  le primarie per il premier, senza le primarie per i parlamentari.

Sul sito di SEL , si legge di certo Frantoianni che propone la battaglia culturale contro i Montiani del PD.

Di programmi elettorali a due-tre mesi teorici dalle primarie, neanche l’ombra. Dico mesi teorici perchè non è certo, ad oggi, che Bersani indirà la consultazione. Dico neanche l’ombra di programmi perchè siamo ancora in agosto, pur essendo sicuro che qualcuno ci sta lavorando seriamente. Al momento  sappiamo solo che Matteo Renzi comincerà a presentare il programma della Leopolda dal 13 settembre; che i ragazzi di noisefromAmerica stanno già pubblicando parte del programma di Fermare il Declino, con proposte concrete accompagnate da numeri che tutti possono verificare, tranne i numeri relativi alle previsioni di P.I.L. e alle dismissioni del patrimonio pubblico.

Di nfA, ho colto un passaggio significativo squisitamente politico: ” tutto questo si può fare se ci sarà la ferrea volontà politica della nuova maggioranza che sosterrà il prossimo governo.” Perchè occorrerà piegare le inevitabili resistenze.

Dell’incontro berlinese tra Monti e Merkel, nessuna notizia concreta. Anzi, una. Il continuo ripetere della fiducia in Monti. E’ questo un ritornello che suona pressapoco così : finchè rimane questo governo in carica, possiamo sperare nel risanamento dei conti pubblici italiani; ma dopo, che certezza abbiamo che quella classe politica continuerà l’azione virtuosa? Si sussurra che siano stati chiesti chiarimenti a Monti sull’articolo de La Repubblica a proposito di elezioni anticipate.

Il PDL la tira veramente lunga sulla legge elettorale; probabilmente non sono pronti per la campagna elettorale. Berlusconi dà il meglio di sè sul percorso lungo.

I numeri dei sondaggi non sono affatto generosi nel far presumere una vittoria del centrosinistra escludendo l’IDV, per assumere una maggioranza stabile ed autonoma. L’alleanza post elettorale con l’UDC, sta ponendo seri problemi a Bersani da parte dei cittadini del perimetro certo; e sopratutto per un recupero dei voti persi sia alle amministrative , sia in precedenza. Senza contare il malcontento crescente nell’area astensionista.

L’incertezza della situazione per questi ed altri motivi, fa presumere che non si andrà alle elezioni anticipate. Perciò, volente o nolente, Bersani dovrà indire le primarie. A questo punto non ci sono più scuse. Non oso pensare a quando la legge elettorale sarà approvata, senza dare la certezza che alla sera dello scrutinio si sa chi governa; come da paletto posto da Bersani. E’ impensabile che dopo, Bersani non indica le primarie. Saremmo davvero alla chiamata del 118.

Come ho già scritto in precedenza, penso che la pre-elezione del candidato premier è da ritenersi nella logica di chi si presenta con un proprio programma, con alcuni componenti del governo proposto. E’ sulla base di questo premier e programma scelto dai cittadini che i parlamentari dovranno essere candidati. Significa assicurarsi una maggioranza stabile, solida  e legata al programma per il quale sono stati scelti dai medesimi cittadini che hanno candidato il, si spera, futuro primo ministro.

Infine, il sistema non può non essere a doppio turno. Nella attuale disaffezione e sfiducia, il candidato deve essere scelto con oltre il 50% delle preferenze. Inoltre, con il doppio turno tutti i candidati sono impegnati a sostenere il vincente. Non solo, ritengo altresì, essere l’unico modo per coinvolgere gli elettori di tutte le formazioni di centrosinistra, riconsegnando ai cittadini il diritto di partecipazione. A prescindere, questa volta volentieri, dalla legge elettorale che verrà.

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