Tag

,

Di Matteo Lecis: laboratorio politico di Cagliari

 “Il PD apra le sue porte”  da cui è nata un’idea, che si è rapidamente trasformata in progetto concreto: organizzare a Cagliari un esperimento di partecipazione politica collettiva che parta dall’interno di un partito, per fecondarlo e rinnovarlo.

Da subito ho chiesto la collaborazione del partito per gli aspetti logistici, pensando di utilizzare per gli incontri il circolo del partito e proponendo di farlo vivere anche durante la settimana dai giovani iscritti al laboratorio: era per me importante tentare di coinvolgere i giovani proprio in una sede di partito, nel momento in cui la fiducia nelle istituzioni politiche è arrivata alle soglie del 2%.

Purtroppo la burocrazia immobilizzante di un partito formato da correnti e interessi personali ha di fatto negato lo spazio del circolo per lo svolgimento del laboratorio. Abbiamo però preso questa difficoltà come opportunità per utilizzare diversi luoghi della città che ci hanno ospitato gratuitamente: una sala dell’università, la sede dell’associazione per l’attuazione della riforma psichiatrica, una comunità di reinserimento per carcerati, un teatro dei gesuiti e la sede regionale del partito che ha assicurato il suo appoggio all’iniziativa, nonostante i mal di pancia di chi non ci ha voluto concedere il circolo.

Ho estratto due dei passaggi più significativi del post di Matteo, per inserirli, senza commento, alla polemica nata dalle frasi di Bersani sul web e sui fascisti.

Sia chiaro, non mi rivolgo ne a Bersani, ne a Grillo, ne a Di Pietro. Semplicemente intendo mostrare qui, come si può far politica coinvolgendo tutti; in particolare i giovani che non hanno memoria storica e pertanto, non possono capire il senso di certi linguaggi.

Parlare, discutere e decidere sulle cose concrete, sui bisogni e sui desideri. Essere capaci di tradurre emozioni e sentimenti anche passionali, a volte irrazionali, in soluzioni durevoli. Nell’interesse dei singoli e dei loro insiemi.

Annunci