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Dalle buone notizie di ciwati si parla delle simulazioni dell’Istituto Cattaneo sulle possibili risultanze elettorali con la legge elettorale della quale si sussurra stia per andare in porto.
Le simulazioni raccontano dunque che non vincerebbe nessuno.
PD e premio di maggioranza 263 seggi
SEL                                       34 seggi
UDC + FLI                             49 seggi
M5s                                      90 seggi

Rimane l’unica possibilità per il Pd poter governare, la coalizione post elettorale con SEL e UDC. Naturalmente condizionante. Fortemente condizionante. Ma la voglia di andare al governo, perchè adesso “tocca a me” è troppo forte.

Quali saranno le condizioni di SEL e UDC?

Tuttavia  Bersani ha ribadito che le primarie si terranno,(tra novembre e dicembre) e saranno di coalizione. Quale coalizione se il premio va al partito che prenderà più voti? Supponiamo per un istante (solo per ipotesi accademica eh!) che Vendola vinca le primarie e diventa il candidato premier. Il premio va al PD. Cosa conta dopo il premier? Mistero. Non lo vedo un premier a capo di un partito del 10% (per ipotesi) con ministri Bindi e D’Alema, magari con Fioroni sottosegretario ai rapporti con il Vaticano. Qualcosa comunque non torna.
E se vince Vendola, l’alleanza con l’UDC è possibile? Bersani dice che la coalizione è di csx. Ma quel centro, chi è? L’elettorato cattolico presente in tutte le formazioni di sinistra? Oppure per centro si intendono i moderati? Anche i compagni Civati e Renzi si è dichiarano o sono considerati moderati.(tranne da parte di Casini)

Però il moderato Civati,per dirne una, si è presentato con una bozza di programma e 100 proposte, che lo qualificano  come tale. Nel senso che in quel programma tutti coloro che ravvisano la necessità di ammodernare l’Idea di democrazia economica  possono riconoscere i loro reali interessi.
Allora è il programma delle cose da fare in un’intera legislatura e oltre, che qualifica una forza politica o un candidato premier.
E siccome per un motivo o l’altro, di promesse non mantenute negli ultimi 25 anni rimangono solo macerie, che via via  soffocano l’energia vitale che questo paese è ancora in grado di esprimere, non è più sufficiente presentarsi con dei paletti che determinano il perimetro di un  progetto indeterminato. Per essere credibili, occorre il progetto strutturale e indicare dove e come si prendono i denari necessari. Occorre indicare il senso di libertà che una maggioranza di italiani , per condizioni esistenziali, attende per non sentirsi più cittadini di serie B.

Per questo, i progettisti non possono richiamarsi a diverse visioni: ne nascerebbe una torre di babele. Ancora una volta il completamento dei contenuti della struttura rimarrebbe alla mercé di accordi, condizioni, ricatti, minacce di abbandonare la costruzione, rimandata sine die. A conferma di ciò l’alta percentuale di astensione, il successo di M5s. E dobbiamo aggiungere, l’interesse diffuso che suscita Prossimaitalia e la Leopolda. Entrambi questi ultimi movimenti, progettuali, di provenienza PD, ancora nel PD e capaci di attrarre parte dell’astensionismo non solo di sinistra e  dare orientamento a quell’elettorato PD che voterebbe turandosi il naso.

E’ necessario coinvolgere innanzitutto il popolo di centrosinistra, attraverso primarie aperte e programmi dei candidati. Occorrono persone competenti ed esperte. Bene lasciamo giudicare al popolo sovrano il grado di competenza. Facciamo scegliere ai cittadini  quale programma e chi dovrà gestirlo. Questo è un modo di recuperare una buona parte di astensionismo. Questo è il modo per schiodarci dal 25-28% che denota la immobilità del PD attuale. Il rischio, reale, è che di fronte allo scenario che si delinea sulle alleanze post elettorali,  a programmi generici e a futuri condizionamenti, parte dell’attuale elettorato PD si volti dall’altra parte. Questa volta non si può rischiare come a Milano e Napoli. Questa volta il PD se la deve giocare tutta davanti ai cittadini e con i cittadini; i quali decideranno saggiamente proprio come a Milano, Napoli, Cagliari, ecc…

Se SEL con il 6-8% di consenso nazionale, è stato in grado di esprimere visioni nella politica e nell’economia di città importanti come Milano e Napoli, entrambe con problemi per lo più diversi; entrambe influenti sul sistema paese, perchè mai il PD non può liberare le sue energie migliori dall’esercito di migliaia di amministratori competenti ? L’esperienza? Caro Bersani, vi sono ministri, in vari paesi europei, in importanti dicasteri che hanno meno di 40 anni! E poi, caro Bersani, i sessantenni delle 3-4-5 legislature, possono sempre insegnar loro qualcosa; o no?

Le condizioni dell’attuale azione di governo dipendono ancora dalla maggioranza PDL-LEGA;
la nuova legge elettorale dipende dalla maggioranza PDL-LEGA, che certo non vuole regalare al csx la possibilità di governare in autonomia;
La diaspora di deputati e senatori dell’attuale maggioranza,  isolerà ancor di più il cdx dal paese.
Alle elezioni, tuttavia è il csx che detta le condizioni forte del 40-42 % (esclusa Fds) su un 50% di aventi diritto al voto. Dobbiamo puntare ad allargare la base produttiva, pardon, volevo dire la base elettorale.

Ma , mi chiedo e chiedo, non sarebbe meglio a questo punto fare le primarie di coalizione nel centrosinistra e andare a votare con questa legge? Perchè mai il buon Napolitano si incaponisce a voler a tutti i costi una nuova legge elettorale che si sta rivelando peggiore dell’esistente? Sotto il comando di PDL-LEGA? Ma poi, come fa uno del PD a discutere di legge elettorale con Verdini? Sì, quel Verdini! E allora lasciamoli comandare e teniamoci il porcellum con l’attuale premio di maggioranza. Tanto noi il problema delle preferenze lo risolviamo con le primarie; o no? Insomma, qui è ora di chiarire dove si vuole arrivare.

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