Tag

, , ,

E la patrimoniale? La deve fare Monti, o la farete voi quando tornerete al governo?

1-«Noi proponemmo un’imposta sui grandi patrimoni immobiliari per alleggerire l’Imu. Non si fece allora, per me va fatta adesso. Quanto alla finanza, la ricchezza scappa e la povertà resta. Va rafforzata la tracciabilità dei capitali, anche su scala europea. Questo Monti può farlo, entro la fine della legislatura».

2-per me il rigore è la condizione necessaria, ma non è l`obiettivo. Il vero obiettivo, qui ed ora, è il sostegno all`economia reale. Leggo di piani energetici, di piani per gli aeroporti. Per carità, va tutto benissimo. Ma i problemi di famiglie e imprese, in questo momento, sono altri. Per esempio: il prezzo della benzina si può ridurre? I pagamenti della Pubblica Amministrazione sono stati sbloccati? E che facciamo di fronte alle crisi industriali, dalla Fiat a Finmeccanica all’Alcoa? Le eventuali operazioni di alienazione del patrimonio pubblico possono essere destinate a politiche industriali e allo stimolo all`economia reale? In agenda io vorrei queste priorità. Attenzione a messaggi troppo astratti, che non generano fiducia ma semmai scollamento».

 

 

sul punto 1:

-bisogna cominciare ad essere realisti: è necessario riformare l’accatastamento degli immobili in base alle superfici commerciali, ai siti ed ai pregi dell’immobile. Il valore dell’immobile è un valore commerciale.Pertanto la tassazione è di per sè una patrimoniale.

Il problema del valore commerciale tra una congiuntura a bolla e una congiuntura di normale mercato attivo/non attivo  va risolto con una media aggiornata degli ultimi anni (per esempio la campana di gauss). Questi fa sì che le variazioni dell’imposta possono essere stabili per alcuni anni.

Inoltre la patrimoniale sugli immobili significa un ulteriore tassazione oltre l’IMU. Non mi pare se ne senta la necessità.

E’ importante invece che tutti gli immobili siano tassati, dalla chiesa alle fondazioni bancarie. E’ una questione fondamentale di democrazia economica. Se tanto rappresenta una linea di demarcazione con l’UDC, con la Chiesa, con le banche, pazienza. Ognuno deve dare del suo, qui ed ora.

sul punto 2:

-l’accostamento tra l’alienazione del patrimonio pubblico e le crisi industriali, odora di sussidio, statalismo e assistenzialismo (anticipato dall’Unità qualche giorno fa). Se Marchionne  non è capace di vendere le macchine prodotte (alcune molto belle)in Italia, se ne vada negli USA: definitivamente. Ci sarà qualcun’altro interessato a rilevare la Fiat. (tranquilli)

-le politiche industriali si fanno riducendo i costi delle infrastrutture e creando quelle mancanti a rendere competitive le imprese italiane verso i concorrenti tedeschi in particolare ( le ns. imprese hanno dimostrato di esserne  capaci per quanto alle loro competenze; ne ho scritto a iosa su questo blog);

-manca completamente un progetto per la sana opera di riqualificazione della spesa pubblica: quella necessaria, competente e aperta; assieme alla sana burocrazia di un paese moderno;

-a parte il recupero dell’evasione fiscale, che manco i bambini l’ignorano, non un’ indicazione su come reperire denaro indispensabile a quanto sopra esposto.(spesa pubblica?)

Insomma, siamo ancora ai paletti.

Non mi pronuncio sulla legge elettorale e sulle primarie: cosa significa “primarie di coalizione” se non sai come si andrà a votare?

A meno che le primarie non si facciano ugualmente a prescindere. Ma questo Bersani si guarda bene dal dirlo.

Insomma cari prossimi, non c’è da fidarsi. Purtroppo!

Annunci