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la bilancia tra futuro e presente

Ogni tanto ritorno nel passato, nella biblioteca dei pensieri, nell’archivio di frasi pronunciate qua e là e rimbalzate da  altre menti; come una boccia da biliardo respinta  da una sponda all’ altra senza mai andare in buca.

Il biliardo è infinito: pensate che da Bologna posso andare su Marte e anche oltre, con un paio di clic.

Addirittura posso tornare indietro fino al grande bingbang.

Solo una cosa non posso fare: andare oltre questo momento che fa già parte del passato.

Posso tornare di nuovo indietro cancellando l’ultima frase, ritrovandomi al bing bang;ma non posso andare oltre questo nuovo momento.

  @velavit dice che è sufficiente non sapere che è impossibile.

E’ possibile determinare il futuro? Immaginarlo?

E’ possibile sognarlo ed immaginarlo,ma poi? Quali strumenti adottare per incamminarci e realizzare?

Modelli matematici ? Algoritmi ?Una buona dose di psicostoria alla Azimov?

I modelli matematici non funzionano: troppo complessi e perciò le probabilità di errore sono infinite.

E comunque presentano un problema di fondo: la domanda iniziale è giusta, appropriata? Suppongo di no visto il gran numero di risposte sbagliate.

I grandi movimenti finanziari e industriali che hanno sostenuto la globalizzazione degli ultimi anni 12-15 anni,hanno prodotto molti, troppi danni. Si diceva che la globalizzazione avrebbe generato un’infinità di opportunità per tutti. Il modello ha presentato un buco  enorme: da una parte ha sostenuto una domanda interna di beni non scambiabili come scrivevo qui ; dall’altra una crescita vertiginosa (brics) verso non si sa quale sviluppo, seppure con un formidabile contributo all’inquinamento, l’accapparamento di enormi quantità di materie prime ed alimentari, un’infinità di passaggi derivati gonfiando artificialmente i prezzi. Infine l’accapparamento di immense superfici  per futuri monopoli agro-alimentari.

Probabilmente il modello è sfuggito di mano. Irrazionalità ?

L’altro giorno scrivevo di energia alternativa come volano economico,oltre al fine di diminuire le importazioni di prodotti energetici e diminuire sensibilmente il deficit commerciale con l’estero.

Senonchè 3 giorni dopo, con un pony di twitter, Federico Rampini  poggia sul biliardo un modello, sulla base di un rapporto di David MacKay per il Department of Energy and Climate Change di Londra, dal 2009 ad oggi.

Di tutti i modelli immaginati, non uno esclude il nucleare.

Per farne a meno dovremmo accettare l’invasione di pale eoliche in mari e su colline; dovremmo dedicare un territtorio grande quanto la Toscana per l’installazione di pannelli solari.Tralascio il resto alla lettura.

Vorrei aggiungere che i pannelli solari si possono installare sui tetti e sulle pareti ” vetrate “degli edifici;

Vorrei aggiungere che vi è anche l’alternativa della geotermia.

L’energia geotermica costituisce oggi meno dell’1% della produzione mondiale di energia. Tuttavia, uno studio condotto dal MIT afferma che la potenziale energia geotermica contenuta sul nostro pianeta si aggira attorno ai 12.600.000 ZJ e che con le attuali tecnologie sarebbe possibile utilizzarne “solo” 2000 ZJ. Tuttavia, poiché il consumo mondiale di energia ammonta a un totale di 0,5 ZJ all’anno, con il solo geotermico, secondo lo studio del MIT, si potrebbe soddisfare il fabbisogno energico planetario con sola energia pulita per i prossimi 4000 anni rendendo quindi inutile qualsiasi altra fonte non rinnovabile attualmente utilizzata.

 Chissà se il professore MacKay ha preso in considerazione questa opzione del MIT  con razionalità ?

centrale geotermica in Islanda

“L’ ansia di futuro sembra svanita a favore della dilatazione del presente.

Nella mia biblioteca ho trovato le seguenti frasi :

“Al contrario, il lungo periodo è un valore in sè, specie se declinato secondo i concetti di affidabilità e di stabilità.”  ( Enrico Letta giugno 2009 luca baiguini )

” Si è perso il senso del tempo” ( Hans Vontobel marzo 2009  lucabaiguini )

 Presentismo, sindrome da trimestrale.

In which-political-philosophy-for-italy scrivevo che l’uomo è razionale ma non tanto quanto una figura geometrica, perchè egli è libero di pensare ed agire a modo suo.

E se noi investissimo sulla razionalità dell’uomo ?

Se fosse questo il nostro cigno nero ?

Crediamo troppo ai numeri, troppo poco alle persone.

I grandi e importanti eventi dell’umanità sono, invece, sempre inattesi (Vontobel cita Il cigno nero di Nassim Nicholas Taleb). Per questo se si vuole costruire qualcosa di duraturo è necessario investire sulle persone.


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