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Nei quesiti annunciati come temi referendari per il PD, leggo di un quesito sulla patrimoniale, legata ad una riduzione dell’irpef.

Nell’elenco delle azioni  possibili per un prossimo governo, nell’ambito del contributo alla discussione sulle 10 cose di Civati, (3° contributo) avevo proposto una patrimoniale,unitamente tuttavia a diverse altre azioni: di complemento necessario ed indispensabile alla proposta di patrimoniale.

Una imposizione fiscale sul patrimonio, senza misura concrete di riduzione drastica degli sprechi della spesa pubblica e della ristrutturazione dell’efficienza della burocrazia sana ed indispensabile, verrebbe percepita dai destinatari come riparazione ad una colpa nel possedere un patrimonio. Vero è che diversi patrimoni sono nati e cresciuti all’ombra dell’evasione, dell’elusione forzata, della corruzione e del malaffare delinquenziale.

Tuttavia non potendo allo stato distinguere tra patrimoni sani e patrimoni insani, sparare nel mucchio appare una azione di classe.

Sicuro che non vogliamo questo, occorre dunque porre la patrimoniale nel più ampio programma possibile di governo.

L’architrave non può non essere una prima azione di risanamento della P.A., una proposta concreta di avvio dell’economia reale, una promessa  concreta da attuarsi nei 12 mesi successivi di riduzione delle aliquote. In cambio di tutto ciò, si chiede ai detentori di grandi patrimoni di contribuire al programma con il versamento della patrimoniale.

Mi addentro ulteriormente nella questione.

La riduzione delle aliquote non può verosimilmente applicarsi a tutto il panorama delle attività. Mi pare che l’1% in meno equivale a circa 18-20 MLD.

Occorre dunque scegliere quali settori dell’economia privilegiare. E la scelta è squisitamente politica.

Avevo già scritto qui che l’industria rappresenta solo il 20% delle attività in Italia. La metà circa rispetto alla Germania. Con i risultati a tutti noti. In particolare ca. il 60% in più di esportazioni.

E’ dunque l’industria, l’economia reale, a dover essere aiutata a rilanciarsi, svilupparsi, ampliarsi. Questo potrebbe permettere un investimento, perchè tale è da considerare, di soli 10 MLD di riduzione della aliquota.

Inoltre, se coloro i quali avranno versato una patrimoniale, sono anche titolari di industrie manifatturiere, possono vedersi decurtare in parte l’imposta patrimoniale versata dalla imposta irpef dovuta.

Mi pare che così impostata, la patrimoniale incide maggiormente sui patrimoni di derivazione finanziaria, piuttosto che industriale.

Inoltre è da valutare bene l’incidenza di una maggiore tassazione sulle transazioni finanziarie, portandole ai livelli europei; dal 12,5% attuale al 18% ca. degli altri paesi. E questa sì che rappresenta una ingiustizia plateale agli occhi dell’opinione pubblica e non solo del cittadino normale.

Ritengo dunque errato come impostazione porre come quesito referendario il tema.

Ricordiamoci:

-l’attività di prossimaitalia passa sotto silenzio non solo del partito PD; ma anche della quasi totalità della stampa che conta;

-da qui a farci tagliare a pezzettini commettendo errori così ingenui, il passo è breve;

(vedi l’opera di vivisezione ad opera dei ragazzi di nfA al libro di Civati)

Accludo qui 3 link che mi paiono importanti:

– uno studio di nfA sulle possibili patrimoniali;patrimoniali possibili e patrimoniale improbabili sui patrimoni finanziari;

-tabella degli studi di settore pubblicati dall’agenzia delle entrate; studi di settore ovvero come si può evadere legalmente;

-lo stato del patrimonio edilizio pubblicato dalla agenzia delle entrate. patrimonio immobiliare che andrebbe riformato sulla base della superficie e del prezzo di mercato.

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