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Dopo aver letto e pubblicato Enrico di 20 anni e Enrico di 36, e il dibattito sui diritti civili, emerso prepotentemente dal 14 luglio, credo sia necessario fare il punto della situazione.

Nel frattempo, l’Istat ha determinato poco più di 3 milioni di poveri assoluti; 5 milioni di poveri relativi.
I poveri relativi sono, per gli standard internazionali, coloro che possono spendere la metà della spesa media procapite.
Cioè se una coppia dispone di sole 1.000€/mensili, anzichè le  mille medie/procapite, quella coppia è relativamente povera.

Intanto scopro che la parola relativa è sempre più utilizzata per costruire delle nuove normalità. La politica amministrativa dice che si è relativamente poveri. Una volta,tanto tanto tempo fa, i poveri assoluti venivano definiti morti di fame; i poveri relativi: poveri tout court.
A me questo povero assoluto pare un eroe. The best, er più. L’assoluto che domina incontrastato parte del regno. Quello dei morti di fame.
Però pare che sia normale che il 5-6% della popolazione sia povera. Nei paesi industrializzati. E’ una relazione congenita del capitalismo.
Come dire che senza poveri non vi sono ricchi. Diceva Fabrizio Barca ieri sera a ” in onda ” che questa relazione è un problema irrisolto del capitalismo. Meno male. Non è poi tanto relativo. E’ un problema, che come tutti i problemi, prima o poi va risolto. Magari relativamente, poi in assoluto. In assoluto relativamente, poichè qualcuno che sceglie liberamente di essere povero ci sarà sempre. Alcuni decrescitori per esempio.I tendenzialmente barboni. Coloro ai quali non gliene frega niente di niente.

Nel frattempo Il neo ministro dell’economia Grilli annuncia un programma di dismissioni del pubblico patrimonio immobiliare;determinando circa 15-18 MLD/annui a diminuzione del debito. Era ora! Qualcuno finalmente si decide ad aggredire la vera palla al piede del sistema Italia.Come direbbe Stefano ( il Catone del Nord), non sono un economista; ma i conti sono il mio pane quotidiano.
Se vogliamo rimanere con l’Europa, (vedi il solito Catone), ma sopratutto progettare il nostro futuro, il sistema Italia dovrebbe riportare il debito nazionale al 60% entro 15-20 anni.

Di quei 1966 MLD odierni, sono dunque 1.066 MLD, in ragione di 53,3 MLD/ annui oltre gli interessi. Una fatica che manco la Bindi. ( si scherza eh!) Ma questo è compito della politica, che sola può avere un progetto generato da una visione netta, di lungo respiro.

Visione netta significa che non si possono mescolare capre e cavoli

A proposito: mi viene in mente or ora, che il PD parte della  maggioranza di governo, che si appresta a commissariare (relativamente) la regione Sicilia, governata da Lombardo (quello siciliano) sostenuto anche lui dal PD ,non ha ancora pronunciato parola sulla vicenda.

Ma di quei 5 MLD di debito regionale, di cui 1,7 sono firmati da Lombardo, il PD non sapeva niente? E se non sapeva niente, il PD, cosa ci stava a fare all’assemblea regionale? In tempi di crisi, di poveri assoluti e relativi, che in sicilia sono il 25% della popolazione. Mica giaguari vè! Ma nell’assemblea del 14 luglio, non c’era un odg sulla situazione italiana? E la Sicilia non è l’Italia? Ma era davvero tanto più importante la battaglia sul regolamento per le votazioni? Quante energie sprecate in nome di un’ideologia!

Sbandamento totale di contrasto al risucchio dal viale del tramonto. La situazione è grave, molto grave.

Adesso la mia riflessione comincia a prendere voce.

E se noi…

E se noi cominciassimo a proporlo il programma ? Con i particolari programmatici (cit. Bersani)?

Vero che Bersani ha detto che non possiamo riproporre 256 pagine di Prodiana memoria; però una soluzione ci sarebbe.

Diciamo un libricino di 10 pagine A4, con i paletti già conficcati saldamente nel terreno (non si sa mai che qualche fiorellone abbindolato faccia dei casini) della democrazia, dell’efficienza, del merito, della giustizia inequivoca, dell’incoraggiamento alla libera iniziativa; e con degli allegati che dicono dove si prendono i denari e come si spendono. Che ogni proposta allegata sia ispirata alla libertà individuale, come fondamento della società liberale, laica e libera da ogni condizionamento ideologico. Che l’ideologia è un abito squisitamente personale, che ognuno è libero di comprarsi dalla Storia e dalla letteratura, per proprio uso e consumo.

Io credo che molti rimarranno a bocca aperta senza più emettere suoni(finalmente). Potrebbe essere una sponda a Enrico di 25 anni che ormai crede di dover rifare il PD da solo; e per Enrico di 36 anni, la sensazione che il desiderio di un partito che faccia le cose ( non tutte) che lui pensa siano il bene  del paese e dei suoi abitanti, sia un obbiettivo raggiungibile.

Il risucchio proseguirebbe in silenzio, senza far danni.

Si potrebbe già cominciare da Albinea.

Si potrebbe già cominciare  a parlarne in pubblico, in TV, sui giornali.

Si potrebbe già cominciare a pensare ad una squadra, un primo nucleo di governo. Un ” noi “.

Si potrebbe già proseguire con l’agorà, oltre all’agoràweb. Ripartire con il treno di prossimaitalia  e fermarsi in tutte le piazze capoluogo regionale. Ai locali il territorio.

Si potrebbe già cominciare a raccogliere i fondi.

Insomma è ora di cominciare a raccoglierci, a contarci. Solo così ci spoglieremo delle nostre timidezze, delle nostre arcaiche deferenze gerarchiche. Se non conosci la tua forza non puoi soffiare sulle pale del mulino.

P.S. ieri, tramite un tweet, Bersani ci ha fatto sapere che deve fare a cazzotti per far intervistare in TV alcuni amministratori che si misurano tutti i giorni con i problemi. La campagna elettorale è già iniziata…

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