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La parete di fronte alla porta della cantina comprendeva una bocca di lupo, coperta da una griglia in ghisa a filo di marciapiede.
Dalla bocca di lupo si scaricava il carbone ed il legname; erano, insieme al burro e al latte,  i benefit  dei minatori.
A volte, quando il minatore andava giù a spaccar legna per accendere il fuoco necessario al carbone per liberare le sue energie, c’era anche suo figlio.
In quella cantina, ho sentito i primi racconti di operai, di lavoro, di partiti, di comunisti e non. Di politica.
In quella cantina appresi che il mio bisnonno, imprenditore in edilizia, nella Sicilia centrale, era comunista; che mio nonno materno era socialista esiliato a Lampedusa, che il nonno paterno da comunista è passato al PSI di Nenni.

Quando ritornammo in Italia, nel 1968, fui risucchiato dall’alba di quel ’68:Capanna, e subito Sofri e Lotta Continua. Nel ’74 conobbi Berlinguer,l’Isola di Amendola,l’aristocratico Napolitano; mi iscrissi al PCI. Fino all’ 89. L’ultima tessera rimase tra le macerie del muro e le macerie mai rimosse di ciò che seguì la fine anagrafica del PCI. Il resto lo si può leggere da ciò che è scritto in questo blog.
Non so perchè questi ricordi sono emersi velocemente dalla memoria , mentre ieri, leggevo l’intervista di Fabrizio Barca a La Repubblica.
Di Barca e aggiungo Rossi Doria, ho sempre apprezzato la sensibilità sociale e la discrezione nell’azione di governo di loro competenza.
Tornando all’intervista, probabilmente ciò che mi ha riportato indietro nel tempo, è stata la struttura dell’esposizione: un tema, due argomenti condensati in poche parole. Una semplificazione del pensiero sul presente e sul futuro possibile ma indispensabile. Inequivocabile, diretto e persino banale nella sua concretezza.
Dice Barca:

il governo attuale ha un mandato preciso,limitato. Il compito è ristrutturare parzialmente il sistema; ridurre il più posssibile le risorse assorbite inutilmente; permettere un riavvio e un miglior funzionamento del sistema medesimo.
Ora occorre un progetto di lungo respiro, che solo la politica può architettare. E’ impensabile che  questo possa avvenire con una grande coalizione.

Traduco per quanto leggo: non si possono mescolare capre e cavoli. Chiaro, limpido. Simplement banal!
Nell’accezione francese, volutamente da me applicata qui, il termine indica che la cosa è nota a tutti per effetto di un bando.In questo caso il bando è stato reiteratamente emesso dalla Storia, dalla letteratura, dall’applicazione di una Idea della Politica.

Sabato 15 luglio:
l’indicazione delle regole e della data delle primarie è stata disattesa da Bersani; che pure ne aveva avocato a sé la promozione, durante la precedente assemblea PD.
Bersani, a seguito della bagarre, ha detto (dovuto dire) che le primarie si faranno entro la fine dell’anno. Ma che però….
In quel “però” colgo la sostanziale differenza tra i racconti di mio padre nella cantina, tutto ciò che è seguito fino all’89 e tutto ciò che seguì dall’89 ad oggi. Ad esclusione del periodo Ciampi, Prodi e ancora Prodi, e, ieri, Fabrizio Barca.
Chiarezza di linguaggio, franchezza e un fine oltre l’azione.Nelle affermazioni di Barca: semplificazione del quadro politico.Una visione netta ed elezioni vere.

Bersani non si è rimangiato l’impegno. Bersani, semplicemente, non ha detto tutta la verità. Non perchè non volesse dirla; ma perchè non sa come raccontarla. Il racconto del progetto non è scritto. Il progetto non esiste.Troppi architetti.Troppi filoni di pensiero che a volte si intrecciano, ma che non potranno mai legarsi.

Le contestazioni succedutesi sabato, hanno evidenziato la differenza sostanziale tra chi (altri architetti)ha in mente un progetto che risponde alle necessità e desideri della committenza, e tra chi vuole imporre un progetto che risponde alle necessità e desideri dei progettisti.A prescindere.
La committenza è, naturalmente, il cittadino in tutte le forme socio-economiche attraverso le quali esprime le sue scelte, le sue possibilità.
Dice ancora Bersani:

” le primarie si faranno, ma non possiamo decidere da soli; non sappiamo con quale legge elettorale si andrà a votare. Siamo anche disposti a scendere a compromessi, purchè la sera delle elezioni si sappia chi governa e che l’elettore scelga il suo rappresentante in Parlamento.Non cominceremo con i particolari programmatici.
La prima affermazione denota una indecisione totale: non si sa chi sarà l’alleato, gli alleati.Il PD ha detto sì al centro; non ha detto no alla sinistra.Ma il centro si sa, fà un passo avanti, due indietro.Ci vuole pazienza cari rottamatori!
La seconda affermazione implica,per le dinamiche delle ultime settimane,che le definizioni dei particolari dipenderanno dal tipo di alleanza.
Insomma, dipende tutto dagli altri architetti che vorranno partecipare al progetto.Capre e cavoli.
E la committenza?
Tutto ciò evidenzia ancora una volta che dall’89 il PD non ha trovato ancora la sua identità, perchè ha paura di vincere con il suo progetto.Un progetto,tuttavia,incompleto nei particolari;la cui definizione è demandata agli altri filoni di pensiero;in particolare di un filone istituzionalmente egemone:quello cattolico ortodosso.Questo emerge da dentro e da fuori il PD.
E quella parte di committenza che si definisce cattolica? Quella che soffre la negazione dei diritti civili? A prescindere dicono Casini, Bindi, Fioroni,Vaticano,ecc….
Chiaro ed inequivocabile.Ma prescinde dalla committenza.
Ma io che vedo nero solo quando è buio pesto,leggo che Renzi vede il bicchiere mezzo pieno; che noi non siamo Alfano usa e getta;che nel frattempo, da qui a settembre, ci muoveremo.
Leggo che Civati è ormai sulla strada senza ritorno del programma in 10 cose, e si aspetta 100 proposte.(particolari programmatici direbbe Bersani)
Leggo dell’attesa, a volte mista a rassegnazione,della committenza.
Pochi minuti prima della sua dipartita in quel di Padova,Enrico pronunciò le seguenti parole:”tornate a lavorare; andate in tutte le case e luoghi di lavoro”. La committenza appunto.
Una critica ai nostri gentili “rottamatori”: nelle assemblee occorre intervenire.La politica si fa anche diffondendo le proprie idee nei conssessi all’uopo destinati. E’così che si alimenta la discussione,l’approfondimento. E’così che emergono le contraddizioni.E’così che si influenza il dibattito prima delle votazioni.Così è possibile cambiare le maggioranze.Anche in questo modo,inoltre,si costruiscono le leadership, si diffondono le notizie, e i cittadini sanno se vi è del nuovo.
P.S.”La presa della Pastiglia” l’ho presa a scrocco da un tweet di Pietro Raffa.Lo ringrazio con inchino.

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