Tag

, , ,

Avremmo vinto  sulle macerie, disse Bersani agli Italiani. Un secolo politico fa.

Da allora, la produzione industriale è diminuita di oltre l’8%; lo spread è ritornato “stabilmente” intorno a 450 punti; un rendimento vicino al 6%; la disoccupazione è aumentata intollerabilmente. Il palcoscenico della politica è rimasto invariato: incapacità di addivenire ad una riforma elettorale, chiesta a gran voce dal paese.

Ieri ho visitato l’archivio, e ho trovato questo post di Pietro Raffa e un mio tweet, che pubblicava il rendimento oltre il 6% dei BTP, con uno spread a 407 punti. Sono entrambi del 31/10/11.

E’ la fotografia di oggi. Non è cambiato niente. Anzi alle macerie di allora, si sono aggiunte le macerie degli ultimi 8 mesi. I fautori del Monti after Monti e/o di un’agenda Montiana anche per un prossimo governo di csx, sostengono che con Monti la credibilità dell’Italia è ritornata protagonista. E’ vero, ma è vero solo questo ed è vero solo per Monti. Più che lo spread, sono i rendimenti alti a certificare che i nostri creditori non hanno fiducia nel sistema paese. Sono, i rendimenti alti, altre macerie future per i prossimi anni. Abbiamo dunque una scorta di macerie sufficiente per ricostruire ora. Cioè a dire: basta macerie!

L’edifico è crollato in buona parte perchè il collante è venuto meno. Il collante  politico di buon governo della cosa pubblica, nell’interesse dei singoli, delle categorie e delle generazioni future. Nel 1985 il primo grande campanello d’allarme inascoltato.

Nelle parole di Monti a proposito della concertazione, io leggo un altro destinatario, diverso dal sindacato: la politica ingombrante, meschinità quotidiana.
Se così non fosse, Monti avrebbe denunciato il presidente Ciampi, primo colpevole di una concertazione che ha salvato l’Italia dalla bancarotta certa. Do you remember?

Sono trascorsi inutilmente oltre 26 anni, caro Bersani, da quando l’oracolo predisse la montagna di macerie.

E’ per questo motivo che urge un cambiamento nell’Idea di politica. I cittadini sanno sempre ciò che vogliono; a volte la maggioranza di essi non vedono lontano.  La colpa è sempre di chi non ha saputo tradurre le proprie intuizioni, i propri sentimenti.

Facciamo dunque scegliere ai cittadini, finalmente, con chi e per cosa governare questo paese.

Annunci