Tag

, , , ,

Come sempre  da noisefromamerika una analisi da vivisezione delle possibili conseguenze, nella funzionalità universitaria, sugli ultimi provvedimenti in materia di spesa pubblica .

Qui Giovanni Federico presume che saranno gli atenei a dover trarre il massimo positivo da questi provvedimenti.

Dissento. Nella annosa questione della organizzazione universitaria, e nella più alta funzione esercitata nella ricerca, trovandoci di fronte ai poteri interni delle baronie, ed esterni di politica ingombrante, la politica (tout court)doveva dare un segnale preciso: ridurre le spese laddove è necessario. Per operare in questo modo, era necessario conoscere la realtà della mappa universitaria. Così come è stato fatto per un parziale riordino della macchina giudiziaria ( e non della Giustizia) il ministro Severino ha esplicitato pubblicamente motivi, soluzioni ed esempi di sprechi; oltre ad alcuni esempi di possibili conseguenze da verificarsi.

Per l’università si è scelto il taglio lineare; l’esempio citato da Federico della ricerca sulla biologia marina è emblematico.

Aggiungo che la riduzione dei fondi all’istituto di ricerca in fisica nucleare, l’INFN, è tra le maggiori. Proprio nel momento di massima eco positiva dei risultati, conseguenti alla scoperta del bosone. E’ qui che occorreva dare il segnale politico: risultati = mantenimento dei fondi, ovvero riduzione minima, e non tra le massime.

Ma si sa, il trono della politica è vuoto.

Annunci