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Lo scrivevo tempo fa a Gentile Herr Muller per rassicurarlo.

Stamattina leggiamo che oltre a Olanda e Finlandia , anche i tedeschi sono preoccupati per l’Italia.

Eppure la Merkel, ieri a Roma, si è dichiarata soddisfatta per le azioni del Governo Monti e di Monti in particolare.

Perchè dunque questa preoccupazione?

Semplicemente perchè il dopo Monti si sta avvicinando di gran carriera. Nel frattempo i partiti che lo sostengono, e che domani agli occhi dell’Europa dovrebbero governare, non solo hanno impedito qualsiasi riforma tranne quelle imposte dal governo: pensioni e riforma del lavoro; ma addirittura non sono neanche capaci di addivenire ad una riforma elettorale. Non sono capaci di nominare il consiglio di amministrazione della RAI. Non indicano un piano di governo. A dire la verità un partito dell’attuale maggioranza si distingue: il PD.

Il PD ha almeno il coraggio di dire che quel tale  o tal’altro provvedimento governativo l’avrebbe impostato diversamente. Non dice come però.

Dall’ Europa vedono movimenti di truppe: posizionamenti, annunci di alleanze, tentativi di coinvolgimenti di estranei ai partiti per allargare il fronte e reclutare vecchi eserciti al comando di antichi generali. Quegli stessi generali che, smarriti, hanno chiamato Monti al comando supremo.
Ma del come,del perchè e con cosa per domani: silenzio.

Il silenzio del nulla mette preoccupazione . Mette paura, provoca  arretramento.

Questa annunciata alleanza tra PD e UDC/terzo polo, va smantellata. Va smantellata perchè non ha nulla da dire. E’ già nata litigiosa: questo è più a destra di me, quello non lo voglio, quello sì ma però; la riforma elettorale dev’essere di tipo proporzionale, però può essere con metà liste bloccate ecc…, ecc…
In queste condizioni, cosa gliene frega a Bersani come si farà, in questa legislatura, la legge elettorale; atteso che il centrosinistra proporrà i suoi candidati eletti attraverso le primarie,e  un programma di governo scelto dai cittadini?

Noi siamo chiamati a dare una svolta a tutto ciò. Ci sono le praterie dei disillusi, di coloro che attendono delle proposte concrete per rientrare in contatto con la politica. Ci sono coloro che hanno voltato le spalle e che ogni tanto danno uno sguardo all’indietro.
Ci sono i giovani che si affacciano per la prima volta a guardare cosa fa la politica per le sofferenze e le vaghe speranze che già li attanagliano.
Ci sono le imprese sane che aspettano un governo sano.

Noi siamo adesso in attesa. Come Giovanni Drogo alla fortezza Bastiani; delle due l’una: o aspettiamo l’arrivo del nemico, sperando che cada da solo prima di raggiungerci, oppure aspettiamo il messagero che trasmette le disposizioni.

Proviamo a cambiare la trama:

noi siamo coloro attesi alla fortezza Bastiani. Per prendere il comando delle operazioni della guerra annunciata agli sprechi, alle ingiustizie del sistema giudiziario, al soffocamento delle energie sane del tessuto economico, al monopolio del sapere, al monopolio del credito, alla negazione delle scelte individuali, alla opacità della politica, della P.A., alla protezione antieconomica di categorie protette, alla carenza di infrastrutture, e ancora e ancora…

Che fare?

Se potessi, se fossi membro della assemblea nazionale, andrei semplicemente accompagnato dal peso della domanda che sorge dal paese.
Andrei insieme ad altri che la pensano come me; magari non in accordo sul tutto e con qualche divergenza sul come. Ma il fine è comune.
Su questo non possiamo nasconderci. E su questo ci sarà tempo per elaborare una proposta comune da qui alla campagna per le primarie.
Ma la pietra che segna l’inizio del percorso, dev’essere la prossima assemblea. Troppe attese di quel momento. Troppe delusioni dirompenti si creerebbero.

Capisco che rompo le scatole con i solleciti provenienti da questo blog. Ma val la pena. Come si dice a Bologna, non c’è pezza.
Rinnovo dunque la proposta: perchè non iniziare la campagna per le primarie con 100.000 twitter a @pbersani, prima dell’assemblea?
I numeri ci sono e voi lo sapete. Senza voler far i padroni di nessuno eh! Ma la piazza è diventata anche questa.
Voci, mentre scrivo, sussurrano di un annullamento dell’assemblea.Questo conforta quanto scritto sopra.

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