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Alla stazione Leopolda ,sabato ho letto un cartello che annuncia la prossima partenza di un treno che farà tappa in tutt’Italia.

Il capo stazione, che non è un capo treno, è ritornato dopo un’assenza di poco più di un anno da quando era già partito un treno .Quel medesimo treno del quale ora annuncia il ritorno.

Nel frattempo la stazione si è riempita di passeggeri; passeggeri che aspettano il ritorno di quel treno perché sono loro giunte notizie che il viaggio è stato utile e divertente.

Dalla Leopolda, all’Emilia, al Piemonte, al Veneto, con una puntata al mare in quel di Genova, e poi giù sul colle di Canossa; insomma là on the nord.

Su un altro treno, un po’ più moderno, lo chiamano il web, a volte lo chiamano twitter, che assomiglia a un uccellino che vola, più che viaggiare sulle rotaie. Porta notizie importanti da laggiù, downthesouth .Così da un treno all’altro ci si scambia le notizie, battute, qualche biricchinata di personaggi altolocati che usano lo stick (per carità tutto da verificare). Insomma una fotografia continua dell’Italia. Un film,ecco ho trovato la parola giusta: un film come quelli che fanno gli americani. Solo che questo è lungo. Non finisce quasi mai; solo durante poche ore della notte. Il bello del film è che alla cinepresa sono in tanti. Anzi, sono tantissime cineprese. Così non ci si annoia mai, perché ogni cameramen (si dice così?) ha il suo modo di riprendere le scene, le facce, i movimenti; chi in bianco e nero, chi in scale di grigio (ma sempre grigio è) chi a colori.

A volte colori tenui; a volte sgargianti, a volte violenti. Spesso però anche colori cupi come nelle tele che raffigurano le navi nei mari in tempesta. Quello che fa senso, è che le navi sembrano in balia delle onde, del vento, della tempesta. Comunque tranquilli eh! Quelle sono navi a vela. Oggi abbiamo delle navi a motore, solide, grandissime come delle piccole città dai tanti passeggeri che ci stanno.

Però mi viene in mente che qualche mese fa una di quelle navi, le chiamano navi da crociera, si è arenata nei pressi di un’isola vicina. Comunque tranquilli eh! Sembra che non è la nave che si è arenata; sono stati il comandante e parte dell’equipaggio a farla arenare.(per carità, tutto da verificare)

Vabbè, volevo dire che quel treno,(quello più moderno) è arrivato in Sardegna. Lì in una stazione,  il capo stazione , del quale non mi sovviene il nome e tanto meno il cognome, ha annunciato che entrambi i treni dovrebbero, pre-su-mi-bil-men-te, confluire alla stazione Leopolda, per poi ripartire di nuovo con tanti altri passeggeri. Scusate la sillabazione ma la parola è difficile da pronunciare, anche perché si confonde con l’altra simile: possibilmente.

A detta del capo stazione, sembra che la richiesta sia nata dal fatto che durante il montaggio dei film, ci si è accorti che verso la fine stava diventando ripetitivo. Perciò sembra che dopo aver assemblato una parte delle riprese, quelle più importanti, si sia deciso di completare il tutto in un unico film ma con un finale diverso. Un finale tutto da costruire. Sembra, da una confidenza della quale non posso rivelare l’origine, che il copione sia scritto. Ma la vera sorpresa è che questa volta i due treni, uno verso onthenord, l’altro verso dwonthesouth, proietteranno il film in tutte le città d’Italia. Sì! Proprio dove sono state effettuate le riprese di cui dicevo all’inizio. Non è una buona notizia? Io la trovo fantastica.

Oh! Però stavolta mi raccomando eh, intanto che ci siano diversi capotreni su ogni convoglio; il viaggio è lungo e ognuno deve conoscere le fermate e fare gli annunci senza confusione.Perchè se si fa confusione, magari succede che tanti salgono, ma si rischia pure che qualcuno rimanga a terra. Poi bisogna rimborsare il biglietto e si fa brutta figura.

Anzi ho notizie (riservatissime) che i capotreni degli altri treni, sono un po’ invidiosi e perciò son nervosi.

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