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Ieri sera ospite a 8 1/2, Renzi ha detto che potrebbe accadere che si presenti alle primarie.

E questa non è una novità.

La novità è che il giovane Matteo ha detto che se dovesse accadere, non sarà la sua una candidatura singola, ma una candidatura al plurale: “noi”.

Altra novità: l’accettazione delle primarie a doppio turno se queste dovessero diventare una domanda diffusa.

Sulle poche cose dette di un eventuale programma, mi ha fatto venire in mente alcuni passaggi delle 10 cose di Civati.

Mi fa pensare che le sollecitazioni in tal senso, che emergono numerosissime dal web,  e anche qui , hanno un senso logico, anche dall’aspetto del rinnovare l’applicazione  politica del modo di  presentarsi ai cittadini.

Ritengo che all’interno delle primarie è possibile procedere ad una doppia selezione:

nel caso si presenti un gruppo, di persone che si propongono insieme, di formare il prossimo governo, i cittadini elettori possono votare quella lista e all’interno di essa , scegliere il candidato premier.

Il vantaggio pubblico è la possibilità per gli elettori, di scegliere tra una formazione, con un programma chiaro e argomentato di numeri, azioni e fini e una candidatura singola tipo “stil antico”.

Ho letto alcuni tweet di proponimento di pre-primarie sul web: non mi pare sensato, nè politicamente applicabile.

Semmai si potrebbe lanciare una campagna massiccia sulla logica democratica del doppio turno, in conseguenza della necessità che il candidato emergente non sia eletto con una quota inferiore al 50%.

Naturalmente le primarie sono aperte a chiunque voglia votare: è il primo passo per l’apertura delle porte del palazzo ai cittadini.

Del registro sinceramente non saprei. Del resto alle primarie per Prodi e Veltroni, mi sono registrato al momento del voto.

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