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E’ un problema di giustizia:

dopo aver elencato, argomentando, la sostanza delle anomalie del sistema, a pag. 58 sorge la domanda: cosa fare?

“ operare sulla giustizia civile e recupero crediti”. (punto)

Dalla lettura delle pagine precedenti, ho l’impressione che il riferimento all giustizia è più rivolto all’equità che non alla giustizia intesa come sommo presidio del rispetto delle regole per la convivenza civile.

Tanto più che a pag. 38, il supremo rispetto è quello delle decisioni referendarie.

A me pare che nelle 10 cose da fare manca la prima, ineludibile architrave portante di qualsiasi cambiamento si voglia e si debba fare: la riforma della giustizia.

La certezza del diritto, dei tempi processuali, e la certezza della pena; la severità della pena in ordine a reati commessi contro lo stato (corruzione, concussione, evasione, ) sono le fondamenta di una società moderna ed efficiente; che genera attrattiva di investimenti interni/esterni; che genera lavoro.

E’ impressionante constatare come molti leader sottovalutano il tema della giustizia.

Oggi un processo civile dura dai 4 a 7 anni; a volte anche più. Il contenzioso nel mondo degli affari, dalle piccole alle grandi imprese fa sì che sono fermi nelle aule dei tribunali diverse decine di MLD €.

Con il nuovo rito, è possibile ridurre i tempi a non più di 12 mesi, sacrificando, tuttavia, buona parte di una giusta sentenza.

Le aule dei tribunali sono intasate per liti del valore di pochissime migliaia di €. Questo stato di cose la dice lunga sulla fiducia nel sistema giudiziario, presa a prestito per non ottemperare ai propri impegni contrattuali.

Innanzitutto vi è la necessità che i tribunali si auto-riorganizzano sull’esempio del tribunale di Torino. (ognuno dia del suo)

In secondo luogo è indispensabile la informatizzazione totale e fattiva delle comunicazioni tra giudice e consulenti legali e tecnici.

Per questi ultimi: semplificare la legislazione, con l’abolizione di articoli del codice e delle procedure, mantenendone il numero strettamente necessario, evitando richiami a codici precedenti e sovrapposizioni di letture che il più delle volte,generano interpretazioni tali da produrre rinvii su rinvii, con memorie e deduzioni sulle memorie.

Infine poche parole sulla macchina amministratrice o gestionale del sistema giudiziario.

Perchè non pensare a che il lavoro dei giudici deve limitarsi ad amministrare la giustizia nelle aule; e non anche alle questioni amministrative e di funzionamento della macchina?

Tanto più che la carenza di magistrati è ormai cronica.

Quanti magistrati sono distaccati presso i ministeri ed altri enti?

Si può pensare ad un ente terzo, magari coadiuvato da pochi competenti magistrati?

Qui una proposta che merita attenzione:la voceinfo

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