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Ripropongo il post scritto in aprile, ora che il governo ha preso le forbici in mano per sfoltire non la macchina, ma il personale della Pubblica Amministrazione.

Nella fredda e distaccata disperazione  della classe dirigente e del governo su come ridurre l’esagerata pressione fiscale intorno al collo dell’economia, non si intravedono serie intenzioni  a ridurre la spesa pubblica.

Il ministro Giarda ha presentato un rapporto che fotografa la situazione senza dare indicazioni operative di riduzione.

I tecnici (scusate l’eufemismo) hanno chiamato un tecnico (il giovane Bondi) per valutare dove e quanto risparmiare .

Sembra che la minor spesa sia stata quantificata in ca. 5 MLD . Non si sa dove e come.(questo è un segreto)

Tornando al post:

Un dato di partenza è certo: l’apparato pubblico sia centrale che periferico si è via via trasformato in strumento politico di consenso.

Il sovraffollamento evidente rispetto alle necessità reali, la sotto utilizzazione di tecnologie dovuta anche a scarse qualificazioni; l’abnorme dilatazione di costi e tempi di esecuzione dei lavori pubblici, il numero eccessivo di centri decisionali e di spesa, la struttura a comparti chiusi tra enti dello stato che non si riconoscono tra di loro nel pur necessario procedimento burocratico;l’inspiegabile differenza di retribuzioni e ultimamente di trattamenti pensionistici,un sospetto rapporto dirigenti/impiegati con alte paghe e relative pensioni.Infine la moltiplicazione degli incarichi e relativi emolumenti.

In questa situazione difficile è quantificare la produttività.

Dunque in Italia vi sono 58,4 dipendenti pubblici ogni 1000 abitanti. Numeri simili per la Germania con una proporzione di 55,4 ogni 1000 abitanti ed un totale di 4,5 milioni dipendenti pubblici. Diversa invece la situazione in Francia con un rapporto 80,8 su 1000 e 5,2 milioni di impiegati pubblici in totale. (dato 2010)

Se prendessimo in considerazione altri 2 paesi con servizi pubblici efficienti, il confronto dà i seguenti risultati:

Italia 5,7 % (60 mln ab.)

UK  3,7 %  (60,7mln ab.)

Svezia 12,36 % (12mln ab.)

Siamo in linea con la Germania.( 5,47%)

Tuttavia l’anno scorso in un servizio televisivo è stato dimostrato che una licenza di costruzione richiede pochissimi giorni per il rilascio;in Italia occorrono gg.60.

Alcuni anni fa è stato trasmesso un servizio dalla televisone tedesca sulla demolizione di un ponte sopra un’autostrada.L’opera è stata eseguita in una notte.

Intendo dire che i confronti sui numeri il più delle volte non raccontano la dinamica degli elementi che essi rappresentano.

Intendo dire che se noi fossimo efficienti come i tedeschi, probabilmente potrebbe essere sufficiente un 3,7% di dipendenti pubblici.

Altro dato: la distribuzione del personale tra centro e periferia è di 10 a 90 in Germania; in Italia siamo circa  50-50

Dai numeri alle persone.

Dà un interessantissimo articolo pubblicato da noisefromamerika , si possono valutare diverse proposte, tutte basate su numeri; che di per sè sono importanti, ma portano a delle conclusioni di difficile attuazione, vuoi per la diminuzione delle retribuzioni, vuoi per i licenziamenti, vuoi per l’eliminazione di privilegi ed altre storture e, aggiungo per il vizio di fondo che citavo all’inizio di questo post; da qui la mancata,evidente non volontà della classe politica di procedere al risparmio nel settore pubblico.

La CGIA di Mestre quantifica in 22,9 MLD il risparmio nel 2009,se noi avessimo ridotto la massa retributiva, al netto dell’inflazione, al pari della Germania (-6,2% contro il +9,9% dell’Italia)

In tutti gli articoli che trattano la materia, tutti indistintamente indicano raffronti in percentuale; non uno confronta lo stipendio medio netto tra diversi paesi nel settore pubblico.

Ora se nel settore privato le retribuzioni nette sono di gran lunga inferiore in Italia, è presumibile la medesima differenza per il pubblico.

Ritorniamo alle persone limitandoci al personale operativo e non dirigenziale:

supponiamo che il tasso di efficienza lasci a desiderare,se diminuiamo gli stipendi già molto più bassi dei colleghi europei, otteremmo maggiore o minore efficienza?

 Siamo sicuri che la politica degli stipendi bassi rappresenti un incentivo alla maggiore produttività, competitività? Forse occorre limitare la remunerazione del dirigente,questa sì probabilmente più alta del collega europeo.

Procedere ai licenziamenti degli esuberi, nella attuale situazione rischia di innescare reazioni collettive della già diffusa rabbia sociale .

Sono sempre più convinto che è lo stato a dover dimostrare ai cittadini di essere funzionale alle loro necessità.

Perchè mai molti si industriano a cercare delle soluzioni la cui applicazione incide sui soliti noti?

Perchè non cominciare a mettere in moto la macchina per recuperare almeno la metà dei 120 MLD annui di evasione fiscale?

Perchè non applicare da subito la convenzione di Strasburgo del 1999 sulla corruzione che ci costa 60-70 MLD annui?

Perchè non procedere alla vendita del patrimonio immobiliare dello Stato di nessuna utilità? (dalle notizie di ieri sembra che il governo ha preso decisioni in tal senso)

Perchè non procedere alla riduzione e razionalizzazione di  uffici, risparmiando affitti, spese condominiali, spese di manutenzione, imposte, ecc…?

Perchè non procedere ad una gara d’appalto biennale internazionale per la spesa farmacologica del SS.NN;

Perchè non accendere un faro permanente sullle zone grigie delle convenzioni tra sanità pubblica e strutture private?

Nel frattempo, recuperando queste enormi risorse, i dipendenti pubblici che vanno in pensione non vengano sostituiti; naturalmente senza sacrificare le giuste necessità di scuola, università, ricerca, giustizia.

Purtroppo l’attuale classe politica ed il governo non hanno il coraggio di procedere in tal senso.

Sono le persone che danno vita ai numeri, determinando un risultato piuttosto che l’altro.

E’ necessario essere competenti, perchè a quei livelli i numeri incidono sulle moltitudini e sul loro futuro.

Di persone per l’appunto.

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