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Nel post precedente riflettevo sugli immediati fini che un governo deve perseguire con l’azione politica:
fiducia dall’Europa e serenità dei cittadini,  obbiettivi complementari l’uno all’altro.

Comincerò dal secondo perchè necessita di provvedimenti tutti interni, senza nessun aiuto esterno. Ravviso in ciò una questione morale di dignità propria,che si riverserà anche sulla fiducia che dobbiamo ancora conquistarci nel consèsso europeo, nonostante Mario Monti. Il presidente del consiglio è stato ben accolto dalle istanze europee per la sua esperienza e serietà; ma la fiducia in lui riposta non ha prodotto fiducia nel sistema paese.

E’ utile soffermarsi sull’immagine che appare del sistema italiano. Utile perchè può semplificare l’azione di governo, del prossimo governo.

Il sistema italiano è come un blocco di marmo amorfe. Non eravamo così. Dal dopo guerra fino a metà degli anni 80, l’Italia appariva  una realtà dinamica alla ricerca continua di nuovi spazi, di nuove opportunità.Il lavoro era tutto fuorchè un problema. Per lavoro intendo tutti: imprenditori e dipendenti.

Certo la politica nazionale non sempre aiutava, allora come oggi;con l’inflazione si è pensato di sciogliere molti nodi.
Di questo ho già scritto a sufficienza in quale filosofia politica per l’Italia.(in versione inglese, forse non abbastanza corretta; dopo l’attacco del WSJ a Monti. Il post è un pò lungo; ma utile ai giovani che non hanno quella memoria, a capire come si è arrivati a questo stato)

Dalla metà degli anni ’80, sono iniziate le incrostazioni che via via hanno coperto la dinamicità del sistema, togliendo sempre più ossigeno alle vitalità espresse, fino a coprirlo quasi del tutto e farlo apparire come un blocco amorfe e senza vita:mancata crescita negli ultimi 15 anni;disoccupazione intollerabile;gerontocrazia;debito pubblico come una spirale senza fine.

Dov’è la semplicità?

Se si pensasse che dentro a quel blocco di marmo amorfe,incrostato, vi è ancora movimento, sarebbe sufficiente armarsi dei giusti strumenti e levare un pezzo di incrostazione alla volta. Come gli antichi filosofi greci intendevano l’arte della scultura:
per deduzione di un pezzo di marmo alla volta e scoprire la scultura già presente nel monolite.

Sono convinto che non dobbiamo inventarci nulla, non dobbiamo aggiungere nulla che non esiste già.

Si tratta di togliere ciò che impedisce al sistema di dare il meglio di sè.

Abbiamo il dovere di procedere in tal senso prima di chiedere l’aiuto indispensabile all’Europa. Se non miglioriamo noi per prima, se non riacquistiamo fiducia in noi stessi, perchè  mai il popolo tedesco ed altri dovrebbero aiutarci, condividendo le nostre necessità di denaro europeo per gli investimenti così vitali per la nostra economia?

Da dove cominciare?
Dalla pubblica Amministrazione:la riduzione e razionalizzazione dei centri decisionali è la chiave per ridurre sensibilmente la spesa pubblica,per dare il miglior servizio al cittadino e alle comunità.
Centralismo o federalismo poco importa;l’importante è che le decisioni siano prese in tempi certi e veloci,perchè i cittadini e le categorie possano programmare la loro esistenza.
Che senso hanno 2 camere parlamentari che discutono le medesime leggi? Quanto costa in termini di tempo,denaro e aspettative?
Un esempio recente:la TAV.Un progetto approvato dal governo Prodi nel 2006-2007,viene contestato dalle popolazioni locali dopo 5 anni!Qualcuno sa dire in quante commissioni,a quante consulenze,consigli comunali,provinciali,regionali,associazioni ed altri enti ancora è stato vagliato quel progetto?
In un paese moderno e politicamente competente si procede,in primis, con una e una sola commissione di esperti per l’impatto ambientale in 3-4 mesi;i risultati sono sottoposti alle comunità interessate per altri 3-4 mesi e poi si procede con il progetto.(punto)Dopo un anno si iniziano i lavori.Quanto denaro,quanta credibilità persi?
Sul numero dei parlamentari occorre seriamente riflettere sul perchè 435 deputati e 100 senatori governano 313 milioni di americani(2011) distribuiti su 50 stati; noi con 60 milioni di abitanti e 18 regioni necessitiamo di oltre 700( se così sarà) tra deputati e senatori.Mi rifiuto di credere che gli americani sono più bravi di noi.
Una seria riflessioni sul dato porterebbe a risolvere il problema delle indennità parlamentari.
Personalmente sono convinto che un governante si assume una grande responsabilità;perciò va pagato bene, perchè non vada in cerca di ulteriori entrate che potrebbero minarne la credibilità.Naturalmente se viene seriamente sospettato di reato o di amoralità,viene immediatamente dimesso in mancanza di sua iniziativa.
La soluzione è da adottare nelle istanze periferiche a qualsiasi livello fino ai consigli di quartiere.
Sulle aziende municipalizzate occorre fare pulizia di tutte quelle realtà che producono perdite e capire se è utile sotto l’aspetto finanziario, la cessione da parte degli enti periferici di tutte o di parte delle quote delle aziende attive ai privati.
Ulteriore risparmio ed efficienza è possibile ottenere dalla unificazione di servizi per più comuni,mediante consorzi o ancor meglio fusioni.Penso ad una legge dello stato in concorrenza con le regioni, che indichi standard di qualità in relazione ad un numero di abitanti.
Del pubblico patrimonio immobiliare si è scritto molto e non si è fatto niente.
Si dice che vendere nella attuale congiuntura,significa svendere.Può darsi,ma non è sempre così.
Intanto occorre sapere quali edifici non sono utili e quali non saranno più utili nell’ambito della razionalizzazione della P.A.;occorre individuare le fasce di prezzo congrue in relazione,prima allo stato di manutenzione,di agibilità ed abitabilità riferite ai requisiti di legge( impiantistica e risparmio energetico) e poi decidere in base allo stato edilizio in generale ed alla ubicazione urbana.
Le fasce di prezzo di mercato reale, sono immediatamente disponibili presso le associazioni degli agenti immobiliari,unici,veri terminali delle transazioni immobiliari.
Sui possibili ricavi dalle vendite,credo sia opportuno destinarli unicamente alla riduzione del debito pubblico.

Chiudo con un l’ argomento spinoso (ma non tanto) dei dipendenti pubblici. Per brevità ,data la lunghezza di questo post, ripropongo dati e riflessioni scritti in spending-review/.

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