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Ho letto la recensione su noisefromamerika, del libro pubblicato da Civati.

La critica maggiore viene mossa alla confusa esposizione degli aspetti economici tra le 10 cose che Civati espone, e alcuni dubbi sulla validità e/o utilità delle proposte.

Mi chiedo se un leader politico deve necessariamente inoltrarsi in particolari di competenza squisitamente tecnica, certamente; che, tuttavia, dovrebbero essere sviluppate da persone capaci e dotate delle giuste conoscenze scientifiche in materia,e dotate della medesima sensibilità politica del leader.

L’ideale sarebbe un leader politico specializzato in economia e finanza; ma non sempre è possibile e non mi pare un problema insormontabile.

Da parte mia una riflessione:

-l’attuale situazione del sistema paese necessita l’avviamento a soluzione di pochi ma fondamentali temi;

-l’azione di governo deve porsi 2 soli fini: fiducia dall’europa e serenità dei cittadini;

-la politica deve assolutamente rinnovarsi non nelle idee già diffuse nel nuovo che avanza, ma nei portatori di idee: le persone.

Per fugare ogni perplessità, comincio ad esplicare il mio pensiero dall’ultima affermazione:

non si tratta di killeraggio politico; si tratta solamente di prendere atto del fallimento della classe dirigente attuale.

I cittadini ne hanno preso già atto. Nessuno può negarlo.

Del resto, diciamoci la verità: in 3 anni di catastrofe di B&B, i 4 partiti all’opposizione non  hanno saputo fare altro che passare la mano ad un governo di tecnici. Credo sia superfluo ogni ulteriore commento.(visti i risultati)

Ma guardiamo avanti!

I temi fondamentali sono :

-la giustizia, architrave di ogni ulteriore soluzione;

-la Pubblica Amministrazione, dal Senato al consiglio di quartiere, dalle municipalizzate ai ministeri, dalla sanità alla scuola;

-l’evasione fiscale e il fisco amico, ma che non perdona;

-contrasto deciso alle mafie;

-risparmio energetico e ambiente.

Ognuna di queste azioni dev’essere motivata da un fine caratterizzato dall’interesse generale.

Per esempio:

il risparmio energetico determina sicuramente una rivalutazione ambientale che a sua volta genera diversi benefici:

-macro economico perchè riduce le importazioni energetiche e quindi il divario tra un+37 MLD di esportazioni e un -60MLD di importazioni energetiche;

-una diminuzione dell’inquinamento agisce con beneficio sulla salute dei cittadini e quindi sulla spesa sanitaria;

-una produzione industriale d’eccellenza tecnologica che può competere con la concorrenza estera;

-un volano occupazionale di riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico e privato;

-del patrimonio pubblico così riqualificato i cespiti non utili alla pubblica amministrazione possono essere venduti a miglior prezzo;

-la questione degli incentivi fiscali, si presenta più semplice di quanto esposto da Civati, nell’ottica di un ritorno di beneficio per il bilancio pubblico;

-i benefici del risparmio energetico sono liquidi sin dal primo inverno.

(segue)

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